Dark Mode Light Mode

Ricevi il meglio delle notizie sulla Fiorentina

Iscrivendoti confermi di aver preso visione della nostra Privacy Policy e Cookie Policy
Follow Us

Ricevi il meglio delle notizie sulla Fiorentina

Iscrivendoti confermi di aver preso visione della nostra Privacy Policy e Cookie Policy

Mario Cecchi Gori, 33 anni fa la scomparsa del presidente che riportò entusiasmo

Trentatré anni fa, il 5 novembre 1993, si spegneva a Roma Mario Cecchi Gori, uno dei presidenti più popolari nella storia della Fiorentina. Aveva 73 anni e da poco più di tre era alla guida del club viola, acquistato nell’estate del 1990 dalla famiglia Pontello.
Mario Cecchi Gori, 33 anni fa la scomparsa del presidente che riportò entusiasmo Mario Cecchi Gori, 33 anni fa la scomparsa del presidente che riportò entusiasmo

Cinque novembre 1993: a Roma si spegneva Mario Cecchi Gori, figura di spicco nella storia della Fiorentina. Aveva 73 anni e da poco più di tre guidava il club viola, acquisito nell’estate del 1990 dalla famiglia Pontello. La sua presidenza, seppur breve, fu intensa e segnò l’inizio di un nuovo capitolo per il calcio fiorentino, proseguito poi dal figlio Vittorio.

Come stimato produttore cinematografico italiano, Cecchi Gori realizzò il suo sogno di possedere la squadra del suo cuore. Il suo insediamento avvenne in un momento critico per la Fiorentina, subito dopo la controversa cessione di Roberto Baggio alla Juventus. Il nuovo patron riuscì a rianimare l’entusiasmo di una tifoseria delusa, intraprendendo una campagna acquisti di rilievo che portò a Firenze giocatori del calibro di Batistuta, Effenberg e Laudrup.

Tuttavia, non mancarono momenti difficili, tra cui la sorprendente retrocessione in Serie B nel 1993, nonostante una rosa di grande valore. Cecchi Gori affidò a Claudio Ranieri il compito di riportare la Fiorentina nella massima divisione, un obiettivo che non poté vedere realizzato. Alla sua morte, Firenze gli tributò un commovente addio: oltre ventimila persone si riunirono in piazza Santa Croce per i funerali di colui che era affettuosamente conosciuto come “Marione”. La sua eredità nella storia viola non si misura in trofei, ma nella restituzione di ambizione e centralità al club dopo gli ultimi anni turbolenti sotto la gestione Pontello.

Commenta l'articolo Commenta l'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News precedente
Allegri, la scelta giusta per il Napoli? Dubbi su Italiano

Allegri, la scelta giusta per il Napoli? Dubbi su Italiano

News successiva
Rivedi "Hangover Viola": analisi Fiorentina-Sassuolo e focus su Juventus

Rivedi "Hangover Viola": analisi Fiorentina-Sassuolo e focus su Juventus