Nei giorni scorsi Firenze e l’intera Toscana hanno commemorato i 60 anni dall’alluvione del 1966, un evento catastrofico che paralizzò la città. Il 4 novembre rimane una data indelebile nella memoria del capoluogo toscano. All’epoca, gli Angeli del fango furono fondamentali per salvare archivi storici e ricostruire strade ed edifici devastati dalla piena dell’Arno. Un evento di proporzioni simili, sebbene di minore entità, si è verificato tre anni fa in diverse aree della Toscana, colpendo duramente soprattutto Campi Bisenzio e i comuni circostanti, poco prima della sfida Fiorentina-Juventus.
I tifosi in campo per aiutare
I giorni che precedettero l’incontro furono caratterizzati da un’atmosfera insolita. La partita, solitamente l’evento più atteso, passò in secondo piano rispetto alle preoccupazioni concrete per la situazione delle zone colpite. Diverse aree limitrofe a Firenze furono messe a dura prova e tra i numerosi volontari che si prodigarono per aiutare le comunità colpite, si distinse un considerevole gruppo di sostenitori della Fiorentina. Molti ragazzi della Curva Fiesole si recarono nelle zone devastate dalla calamità, armati di buona volontà, e contribuirono attivamente al ripristino delle normali condizioni. Anche a poche ore dalla gara, la Fiorentina stessa, tramite la figura del compianto dg Barone, si adoperò per donare delle idropulitrici utili ad asciugare le strade.
Un legame che perdura nel tempo
La vigilia della partita fu inevitabilmente segnata dalle richieste di rinvio del match, a causa degli allagamenti, del fango, dei dispersi e delle vittime registrate nella prima settimana di novembre. Nonostante ciò, Fiorentina-Juventus si disputò regolarmente il 5 novembre 2023. Oggi, a distanza di tre anni, ci avviciniamo a un’altra sfida tra Fiorentina e Juventus, nuovamente preceduta dal ricordo di un’alluvione. Sebbene quella del 2023 sia stata di portata più drammatica, fortunatamente è lontana nel tempo. Questa volta, non si tratta di eventi recenti, ma il ricordo di quel periodo è un doveroso omaggio verso chi ne subì le conseguenze e verso chi si distinse per il proprio impegno.