Mentre Giancarlo Antognoni mantiene il riserbo, a seguito dell’appello del presidente della Fiorentina, Joseph Commisso, interviene il figlio della storica bandiera viola, Alessandro. Quest’ultimo ha espresso il suo sfogo attraverso le storie di Instagram.
Il valore dei principi
“Caro Joseph, da figlio a figlio, ritieni davvero che mio padre avrebbe rinunciato alla celebrazione del centenario della maglia, un evento per cui ha sacrificato tutto e rischiato la vita, spinto solo da un capriccio? La risposta è no. La sua assenza sarebbe per lui un dolore profondo, ma sarebbe ancora più grande calpestare i suoi valori e ciò che ha rappresentato per Firenze nel mondo.”
Sentirsi messo da parte
“Ti ho conosciuto sette anni fa in tribuna d’onore e la prima cosa che mi dicesti fu: ‘Your father is number one’. Ebbene, queste parole, da parte della vostra società, non sono mai state supportate dai fatti. Mio padre non è mai stato coinvolto nelle decisioni, né sono state valorizzate le sue profonde conoscenze calcistiche. Lentamente è stato accantonato e trattato come l’ultima ruota del carro.”
La comunicazione societaria
“In tutti questi anni, non abbiamo mai ricevuto un messaggio da nessuno della vostra società. Ora, sai che sapore ha il tuo comunicato? Sa di ultima spiaggia, per una ferita ormai insanabile. Ritirare la maglia numero 10 per un anno sarebbe una considerazione adeguata? Ti consiglio di non farlo, quel numero rappresenta il sogno di ogni giovane calciatore. Pensi che Giancarlo Antognoni sia una marionetta da utilizzare a piacimento? Non lo è mai stato e non lo sarà ora. Un caro saluto da un figlio di Firenze