Fabio Grosso, poco più di un mese fa, aveva descritto la posizione tattica di Albert Gudmundsson con parole che lasciavano presagire una separazione imminente: “Non è un esterno, ma neppure una punta. Mezzala? Non riesco a vederlo in quella posizione”. Dopo due stagioni in maglia viola, l’ex giocatore del Genoa non era riuscito a esprimere appieno il suo potenziale, apparendo destinato a cambiare squadra.
Situazione di mercato incerta
Le previsioni di mercato, tuttavia, non si sono concretizzate. Al momento, infatti, non ci sono stati sviluppi significativi riguardo una sua cessione. L’interesse dell’Atalanta, emerso nelle scorse settimane, non ha trovato seguito e le voci sul trequartista si sono affievolite. Il suo futuro rimane quindi aperto. A complicare ulteriormente il quadro, una novità simbolica: Gudmundsson ha perso il numero 10, temporaneamente ritirato dalla Fiorentina in omaggio ad Antonioni per il Centenario del club. Questo gesto, che poteva sembrare un’ulteriore conferma di un addio, non chiude definitivamente la questione. La permanenza a Firenze rimane un’ipotesi concreta, e quello che sembrava un destino segnato lontano dal club viola potrebbe sorprendentemente prendere una direzione diversa.
Dimostrazioni sul campo
Nel frattempo, Gudmundsson sta cercando di dare risposte sul terreno di gioco. Al suo debutto stagionale contro il Benevento, ha impiegato meno di settanta secondi per segnare un gol su azione, che gli mancava dallo scorso marzo. “Mi diverto a giocare con tutti i ragazzi”, ha dichiarato nel post partita, aggiungendo: “sono pronto per la gara con la Roma, sono nato pronto”. Questi segnali, più delle voci di mercato, potrebbero testimoniare la voglia di Gudmundsson di riprendersi la Fiorentina. Il gol al debutto è un primo passo, ora sarà il campionato a stabilire se l’islandese riuscirà effettivamente a tornare protagonista con la maglia viola.