Nel pomeriggio odierno, il direttore di Italia 7, Enzo Bucchioni, ha approfondito le sue precedenti valutazioni sul direttore della Fiorentina, Fabio Paratici, durante un intervento a Microfono Aperto su Radio Sportiva.
Secondo Bucchioni, la figura di Paratici è alquanto controversa. Analizzando il suo curriculum, i successi ottenuti lo qualificano come un dirigente di alto profilo. Tuttavia, un’analisi più approfondita rivela che le sue vittorie più significative sono avvenute quando operava sotto la supervisione di un altro dirigente, come nel caso emblematico di Marotta alla Juventus. Paratici è riconosciuto come un dirigente abile nello scouting e nella scoperta di nuovi talenti, ma ha evidenziato la necessità di avere un supporto per le valutazioni iniziali nella costruzione delle squadre.
Le difficoltà nella gestione autonoma
Le difficoltà di Paratici sono emerse in modo palese quando gli è stata affidata la piena responsabilità, diventando l’unico responsabile. Questo si è manifestato già nella complessa scelta degli allenatori: Bucchioni ha ricordato le decisioni relative a Pirlo, ma anche il rapido licenziamento di Sarri, nonostante la conquista dello Scudetto. All’epoca, il tecnico toscano aveva già evidenziato la natura inalienabile di quella Juventus, proprio nell’anno in cui Paratici decise di acquisire Cristiano Ronaldo. Questa operazione ha generato un deficit nei bilanci bianconeri, le cui conseguenze sono ancora oggi avvertite dal club.
L’esperienza al Tottenham
L’analisi si è estesa anche all’esperienza inglese del dirigente. Al Tottenham, i risultati non sono stati particolarmente brillanti. Nonostante un ingente investimento economico, i successi sono stati scarsi; l’ottenimento dell’Europa League è avvenuto verso la fine del suo mandato, e la stagione successiva la squadra ha persino rischiato la retrocessione.
I primi passi a Firenze
Riguardo ai suoi primi mesi a Firenze, Bucchioni ha espresso perplessità. Paratici è arrivato alla Fiorentina con grandi aspettative, ma già a gennaio il mercato si è rivelato deludente e non all’altezza. È stato evidenziato il costo di quasi 30 milioni di euro per due giocatori, Fabbian e Brescianini, con il primo che ha già lasciato la squadra e il secondo che è ai margini del progetto viola. L’estate successiva, la costruzione della squadra ha privilegiato elementi “bellini” e tecnicamente dotati, trascurando giocatori con esperienza e personalità. Queste ultime caratteristiche sono considerate fondamentali per la solidità di una squadra, e un approccio simile a quello del PSG, che acquista solo i migliori, non garantisce il successo.
Conclusioni sui limiti dirigenziali
In conclusione, Bucchioni ha affermato che Paratici presenta attualmente notevoli limiti. Sebbene abbia realizzato operazioni valide, e in alcuni casi eccellenti, i suoi limiti sono emersi chiaramente quando gli è stata assegnata la responsabilità esclusiva del comando.