In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, la leggenda viola Giancarlo Antognoni ha espresso il suo parere su Franco Mastantuono. Le dichiarazioni giungono dopo la recente tripletta realizzata dall’attaccante argentino contro il Venezia, che ha segnato i suoi primi gol con la maglia della Fiorentina.
Le riflessioni sulla maglia numero 10
“Non vederlo con la 10? Peccato perché mi sarebbe piaciuto vedergli addosso quella maglia. Il talento è sempre meno in Italia, certi giocatori sono un dono per il calcio. Lui è un dieci e mezzo, più come Roberto Baggio. Mastantuono appartiene alla categoria di quelli che giocano dalla metà campo in su e sanno sempre inventare qualcosa. Io e lui siamo diversi come tipologia, io ero più un centrocampista, lui invece è più attaccante. Però qualcosa in comune c’è: il piede. Lui è mancino, io usavo il destro, ma la tecnica ci avvicina. Credo che la Fiorentina sia stata molto brava a prenderlo, anche se solo in prestito secco, e a valorizzarlo, facendolo giocare con continuità. Uno con le sue qualità deve stare in campo sempre, perché salta l’uomo e cerca sempre il gol”.
Prospettive e potenziale realizzativo
“Ha 19 anni e ampi margini di miglioramento, questa stagione in Italia sicuramente gli farà bene e lo farà crescere sotto tanti punti di vista, però davanti al portiere ci arriva talmente spesso che segnare poi diventa una formalità. Prima della tripletta col Venezia non è che non ci avesse provato, ma aveva colpito il palo e trovato il portiere. Non aveva fatto gol però aveva creato tanti pericoli e calciato. Ora che è saltato il tappo sarà più facile, ne sono certo. Se batterà anche punizioni e rigori può serenamente arrivare a 15 gol e andare anche oltre”.
Confronti con i grandi attaccanti
“Lui come Bati? Tra due è impossibile fare un paragone. Bati era un centravanti, Mastantuono non è solo un finalizzatore, è molto altro. Ha genio, visione, personalità e anche quella spregiudicatezza tipica della gioventù. Mi piace il suo modo di stare in campo, trasmette allegria. Si vede che giocare a calcio è un divertimento per lui”.
Le influenze nel suo stile di gioco
“In Mastantuono c’è un mix di diversi giocatori. Ci vedo qualcosa di Rui Costa ma pure di De Sisti, però se devo proprio paragonarlo a qualcuno scelgo Daniel Bertoni, mio ex compagno di squadra e grandissimo amico. Sono argentini tutti e due e hanno portato nel nostro campionato oltre alla fantasia anche quell’atteggiamento scanzonato tipico dei sudamericani. Daniel fu il primo straniero della Fiorentina, me lo ricorda anche come modo di porsi con i compagni e con la gente, molto genuino e informale”.