Nella sua rubrica Rock & Gol per La Nazione, Benedetto Ferrara analizza il positivo inizio del secondo mandato di Vanoli sulla panchina della Fiorentina.
Ferrara paragona questa nuova fase a un “sequel”, suggerendo che potrebbe superare l’episodio precedente. Ricorda come in passato si siano visti “bis” di allenatori come Prandelli, Iachini, Montella e Pioli, e di direttori sportivi come Corvino e Pradè, spesso con alterne fortune. Tuttavia, l’attuale esperienza di Vanoli sembra prospettare un percorso differente.
Il primo incarico di Vanoli era focalizzato esclusivamente sulla salvezza, senza margini per un gioco elaborato. Ora, invece, la situazione appare mutata. L’allenatore, che aveva espresso il desiderio di guidare la Fiorentina, ha visto il suo sogno realizzarsi. Sebbene i risultati futuri saranno determinanti, la squadra attuale, definita “stilosissima”, suscita pensieri positivi.
In sole due vittorie consecutive contro avversari considerati inferiori, un gruppo inizialmente etichettato come “inallenabile” – un’etichetta attribuita a Grosso e ancora da verificare – si è trasformato in qualcosa di sorprendente. Njie viene paragonato a un giovane Leao, con la speranza di una maggiore costanza. Oulai viene accostato a un futuro Kanté, sebbene con cautela. Pedro Goncalves viene descritto come un “Pepito Rossi lusitano”, un paragone che, se confermato, sarebbe entusiasmante. Infine, Mastantuono viene indicato come un talento potenzialmente superiore a Riquelme. Ferrara conclude auspicando che, come a volte accade nei sequel cinematografici, questa “seconda stagione” possa rivelarsi migliore della prima.