La vittoria della Fiorentina contro il Watford per 1-0, al termine della partita, ha lasciato spazio a un episodio spiacevole che ha coinvolto cinque giornalisti italiani presenti a Vicarage Road. La consueta fase di interviste post-gara si è trasformata in una situazione caotica e inaccettabile.
Già all’ingresso allo stadio sono emerse evidenti lacune organizzative: assenza di pass stampa dedicati, nessuna area riservata ai media e una gestione apparsa improvvisata. L’intervista ad Arthur Atta è stata effettuata a bordo campo, tra la folla, con continui interventi degli steward che hanno usato modi bruschi nei confronti dei cronisti.
A peggiorare la serata è stato il mancato rispetto degli accordi presi con l’ufficio stampa del Watford. L’intervista promessa con Edoardo Bove, gestita dall’addetto stampa Kevin Affleck, non si è mai svolta, senza alcuna spiegazione. All’uscita dallo stadio la situazione è ulteriormente degenerata: gli steward hanno spinto i giornalisti dietro le transenne insieme ai tifosi, alzando i toni e creando momenti di forte tensione. Persino l’addetto stampa della Fiorentina, intervenuto per aiutare i cronisti italiani, è stato strattonato dagli steward nel tentativo di impedirgli di salire sul pullman della squadra.
Questo epilogo dovrebbe far riflettere la società del Watford, di proprietà italiana con la famiglia Pozzo, e un dirigente esperto come Gianluca Nani. Nonostante il calcio inglese disponga di ingenti risorse economiche e impianti all’avanguardia, vi è un aspetto che il denaro non può comprare: l’educazione