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Ndour: “Viaggiare in Europa mi ha formato, Luis Enrique un maestro”

Il centrocampista della Fiorentina, Cher Ndour, in un’intervista al Pentasport, ha parlato del suo percorso formativo in Europa, dell’aiuto ricevuto da Luis Enrique e della ritrovata serenità nello spogliatoio viola.
Ndour: "Viaggiare in Europa mi ha formato, Luis Enrique un maestro" Ndour: "Viaggiare in Europa mi ha formato, Luis Enrique un maestro"

Il centrocampista della Fiorentina, Cher Ndour, ha condiviso i suoi pensieri in una lunga intervista rilasciata nel pomeriggio ai microfoni del Pentasport. Il giovane talento classe 2004 ha toccato diversi argomenti relativi al suo percorso.

Le esperienze all’estero, ha spiegato Ndour, gli hanno lasciato un bagaglio notevole. “Mi hanno lasciato tantissimo”, ha affermato, sottolineando come la conoscenza di culture diverse e l’apprendimento di nuove lingue abbiano ampliato la sua prospettiva. Dal punto di vista calcistico, ha avuto modo di confrontarsi con campionati, allenatori, metodologie di allenamento e compagni dalle caratteristiche variegate. Ha evidenziato le differenze tra il calcio giocato in Turchia, a Parigi e al Benfica, ritenendo che l’assimilazione di ogni singola esperienza lo abbia reso un giocatore più completo, pur riconoscendo la necessità di ulteriori miglioramenti.

“Luis Enrique ha segnato la mia carriera”

Riguardo al tecnico che ha inciso maggiormente sulla sua crescita, Ndour ha indicato Luis Enrique al Paris Saint-Germain. “Direi che ognuno mi ha lasciato qualcosa, però mi è rimasto particolarmente impresso Luis Enrique al Paris Saint-Germain”, ha dichiarato. Ha lodato la sua capacità di creare un gruppo coeso, un aspetto che a suo dire era mancato al PSG negli anni precedenti, nonostante la presenza di numerosi campioni. Ndour è rimasto colpito dal modo in cui l’allenatore trattava tutti allo stesso modo, da Kylian Mbappé a lui stesso, allora diciottenne, così come Dembélé e Hakimi. Ha sottolineato come pochi allenatori riescano a gestire una situazione simile con tale efficacia, e pochi giocatori siano disposti ad accettarla, riconoscendo a Luis Enrique il merito di aver costruito un vero collettivo, come dimostrato dai risultati.

“L’anno scorso è andata come è andata, ma adesso ci sono tanti fattori positivi”

Affrontando il tema del superamento di una stagione difficile, Ndour ha ricordato la bellezza del calcio, che offre ogni domenica una nuova opportunità. “L’anno scorso è andata come è andata”, ha ammesso, pur notando un leggero miglioramento nel finale di stagione. Ha poi aggiunto che quella stagione è ormai alle spalle e che ora ci sono nuovi stimoli: un nuovo allenatore, importanti acquisti, un clima differente e la necessità di ripartire dai principi trasmessi dal mister. Ha inoltre menzionato altri elementi positivi come il centenario del club, la nuova curva in fase di realizzazione e l’entusiasmo della città, fattori che possono contribuire a costruire una stagione significativa per la squadra e per l’ambiente viola.

“Adesso è tornata nuova serenità all’interno dello spogliatoio”

Il centrocampista ha poi descritto l’atmosfera nello spogliatoio: “C’è serenità e, secondo me, è fondamentale”. Ha spiegato come la tranquillità influenzi positivamente ogni aspetto della giornata, dal campo alla colazione, fino al lavoro con i fisioterapisti. Ha evidenziato la grande professionalità e l’impegno di tutti, descrivendo un lavoro intenso sia al mattino, con una preparazione più fisica, sia al pomeriggio, focalizzato sul gioco con il pallone, un mix di divertimento, serietà e professionalità.

“Voglio mettermi a completa disposizione del mister”

Per quanto riguarda i suoi obiettivi personali, Ndour preferisce concentrarsi sul breve termine piuttosto che sul futuro lontano. “Penso ad allenarmi bene, a capire fino in fondo le idee del mister”, ha spiegato, apprezzando il suo calcio positivo, diretto e verticale, che si allinea bene alle sue caratteristiche. Ha ribadito la sua completa disponibilità e la fiducia che il lavoro e l’impegno portino a buoni risultati. Spera che questa possa essere una stagione importante, non necessariamente di consacrazione definitiva, ma un ulteriore passo avanti nella sua crescita sia come calciatore sia come uomo.

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