«Quello appena concluso è stato un mercato particolare per la Fiorentina, enorme mi verrebbe da dire. Quella che sembrava una battuta, ovvero cambiare tutto rispetto alla scorsa stagione, alla fine però ci si è andati vicino a farlo: ma la missione della società e di Paratici era quella di iniziare da subito. E via via che arrivavano giocatori è cresciuto l’entusiasmo, i giocatori che sono arrivati nella prima parte del mercato: Atta, Oulai e Valdepenas secondo me sono giocatori persino lussuosi per la Serie A».
L’innalzamento del livello tecnico
Proseguendo nella sua disamina, Bucciantini ha sottolineato come gli acquisti estivi abbiano notevolmente elevato la qualità della rosa. Ha evidenziato l’arrivo di giovani talenti già dotati di esperienza e con un potenziale elevato nei rispettivi ruoli.
«Quest’estate sono arrivati giovani e forti, che hanno già esperienza e danno l’idea di essere già fortissimi nei loro ruoli. È stato un mercato che da tanti anni i tifosi viola volevano vivere, si è scelto di puntare su giocatori promettenti che erano seguiti anche dai top club europei. Poi sono arrivati anche altri giocatori per completare la rosa e l’affare Kean che ha rovinato la parte finale del mercato e reso più complicato gli ultimi giorni».
La sfida di trovare il centravanti ideale
Il commentatore si è poi soffermato sulla complessità di individuare il giusto centravanti, un ruolo cruciale per ogni squadra. Ha riconosciuto che la Fiorentina aveva a disposizione un attaccante di spicco nella scorsa stagione, ma la sua cessione è stata una scelta inevitabile e fortemente voluta dalla società.
«Va ammesso che la Fiorentina aveva il centravanti più forte in circolazione in Serie A. Beto e Pellegrino sono della riserva che avevi lo scorso anno, però cederlo è stata una scelta che è diventata necessaria a fine campionato, e che la Fiorentina ha voluto fare a tutti i costi. Sappiamo però che trovare il centravanti giusto non è facile, il Milan è due stagioni che non riesce a trovare il profilo ideale: ha giocato due anni senza. La Juventus di Vlahovic è impazzita per trovarne uno, e non dimentichiamoci che siamo stati 3 anni e mezzo a cercarne uno anche noi. Assieme agli esterni d’attacco sono diventati una merce rara».
Crescita e identità della squadra
In conclusione, Bucciantini ha riflettuto sull’importanza della personalità e del sistema di gioco, citando il caso del Como come esempio di come un approccio tattico ben definito possa esaltare le qualità dei giocatori, anche giovani. Ha espresso l’auspicio che i nuovi acquisti della Fiorentina possano presto lasciare il segno nella storia del club.
«Guardiamo il Como: a centrocampo gioca con Perrone e Da Cunha, mentre in difesa con ragazzi poco sopra i 20 anni. È il sistema di gioco che esalta la squadra e permette di esaltarti in campo, non servono le figurine. È vero che nel loro caso la grande leadership è in mano all’allenatore, che con il suo lavoro sul campo si è conquistato la disponibilità dei suoi giocatori. Mi auguro che a Firenze i nuovi arrivati, almeno un paio, giochino un paio di partite nel nuovo stadio, costruendo una loro biografia nella storia di Firenze. Questo aiuterebbe anche poi nello spogliatoio, sarebbe una cosa naturale».