Nel pomeriggio odierno, l>Alberto Malusci, ex difensore della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per esprimere il suo parere sull’attuale momento della squadra viola in vista della partita casalinga contro il Frosinone.
Malusci ha confermato la sua presenza allo stadio per la gara di domani, definendola un onore e il coronamento di una giornata speciale legata alla storia della Fiorentina. Si augura una vittoria convincente per celebrare al meglio il centenario del club. Tuttavia, riconosce la difficoltà della sfida, sottolineando come il Frosinone abbia già dimostrato di poter mettere in difficoltà squadre importanti come la Juventus, rendendo la partita tutt’altro che scontata.
Un solo risultato possibile
L’ex difensore ha poi aggiunto che per la Fiorentina esiste un unico risultato accettabile per la gara di domani. Pur ammettendo che non sarà semplice, dato che le neopromosse tendono a partire con grande intensità per accumulare punti preziosi, Malusci ritiene che, analizzando le due rose a disposizione, la partita non dovrebbe avere storia.
Il caso Kean
Malusci si è espresso anche sulla situazione legata a Moise Kean. Ha ribadito la sua posizione iniziale, secondo cui la Fiorentina avrebbe dovuto puntare su giocatori come David De Gea, Nicolò Fagioli e lo stesso Kean. Di fronte all’attuale scenario negativo, Malusci ha dichiarato con onestà che, se fosse al posto di Grosso, non convocherebbe il giocatore per la prossima partita. Se Kean fosse realmente interessato al progetto viola, sarebbe un discorso, ma se la sua testa è altrove, è giusto che parta.
Un comportamento inedito
Confrontando la situazione con la sua esperienza personale, Malusci ha affermato di non aver mai avuto un compagno di squadra che si sia comportato come Kean. Ha ammesso che queste dinamiche sono emerse negli anni successivi alla sua carriera. Per lui, un professionista, finché fa parte di una squadra, non dovrebbe pensare ad altro. Tuttavia, con le moderne dinamiche del calcio, come ad esempio i certificati medici, è lecito aspettarsi di tutto.
Consigli per Kean
Riguardo alle possibili ripercussioni nello spogliatoio, Malusci ha suggerito che, se facesse parte dell’entourage di Kean, lo aiuterebbe a sviluppare un ruolo di leader e trascinatore, simile a quello che aveva Gabriel Batistuta ai suoi tempi. Batistuta era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, impegnandosi costantemente per migliorarsi. Avere personalità di questo tipo nello spogliatoio fornisce un punto di riferimento fondamentale per i compagni. Tuttavia, Malusci ha concluso che, se Kean continua con il trend degli ultimi anni, la situazione potrebbe non evolversi positivamente.