Fabio Grosso non è più l’allenatore della Fiorentina. L’esonero è arrivato ieri sera, poco prima di mezzanotte, al termine di una giornata intensa di valutazioni che hanno coinvolto Paratici, la dirigenza e lo stesso tecnico. In precedenza, la società aveva lasciato trapelare l’intenzione di attendere l’esito delle prossime tre partite per prendere una decisione su Grosso. Tuttavia, è venuto meno il rapporto di fiducia, acuito da divergenze emerse nelle dichiarazioni del tecnico, non più in linea con le scelte societarie riguardanti la cessione di Kean e altre mosse di mercato. Grosso paga inevitabilmente le tre sconfitte consecutive e la totale assenza di un gioco riconoscibile da parte della squadra viola.
Una partenza disastrosa
L’inizio di stagione è stato definito disastroso, il peggiore nella storia del club. La situazione è drammatica se si considera che il mercato è costato centotrenta milioni, cifra che lievita a oltre duecento milioni includendo i riscatti. Non c’è nulla da salvare, nemmeno i giocatori considerati più promettenti come Mastantuono o Atta. La responsabilità ricade su Grosso, che sta incontrando maggiori difficoltà del previsto. Tuttavia, il principale responsabile viene identificato in Paratici, già autore di un mercato invernale fallimentare. Questa volta, Paratici ha portato a Firenze 13 nuovi giocatori, alcuni validi, altri interessanti, ma ha omesso la costruzione di una vera squadra. L’organico è eccessivamente giovane e privo di esperienza. Mancano leader e punti di riferimento; questa Fiorentina, quasi fosse un’Under 21, necessiterà di molto tempo per maturare. Da non dimenticare la gestione della cessione di Kean, protrattasi per due mesi e finalizzata solo negli ultimi giorni di mercato, o l’arrivo degli esterni Gnonto, Njie e Gonçalves, avvenuto dopo numerosi rifiuti. Ci si chiede se sia sensato esonerare un allenatore fortemente voluto, dopo sole tre giornate, con una rosa completamente nuova da plasmare e premesse così definite. Le difficoltà iniziali erano prevedibili, ma la Fiorentina ha scelto di scaricare ogni colpa sull’allenatore, a differenza di quanto fece l’Atalanta con Gasperini anni fa, che in circostanze simili decise di confermare il tecnico. Sappiamo tutti come è andata a finire. Stili a confronto.