Gonzalo Rodriguez, ex difensore della Fiorentina, è intervenuto nel podcast ufficiale del club, “Un Secolo Viola”. L’argentino ha condiviso ricordi ed emozioni legati ai suoi cinque anni trascorsi a Firenze, un periodo durante il quale ha ricoperto anche il ruolo di capitano e ha messo a segno più di venti reti nel massimo campionato.
Un legame inaspettato
Riguardo al forte legame sviluppato con la città e i suoi sostenitori, Rodriguez ha confessato: “No, non me lo immaginavo. Quando siamo arrivati con Borja Valero, lui era considerato il giocatore più importante. Io ero visto come una riserva. Essere qui ora e sentirmi così apprezzato dai tifosi è qualcosa che non avrei mai previsto. C’è stato un momento in cui ero senza squadra e la Fiorentina mi ha offerto un contratto. Sono arrivato come un volto sconosciuto e finire per essere così amato dai tifosi è stato inaspettato”.
Gli inizi con Montella
Ripensando ai suoi primi passi sotto la guida di Vincenzo Montella, l’ex capitano ha dichiarato: “Abbiamo trovato subito la nostra identità di squadra. C’erano quasi quindici nuovi giocatori e avevamo ben presente cosa era successo l’anno precedente. Avevamo qualche dubbio, non ero sicuro di aver fatto la scelta giusta. Poi abbiamo iniziato a giocare la prima partita contro l’Udinese, ho osservato i compagni e ho pensato: ‘Questa è una squadra fortissima’. Far parte di quel gruppo ha reso tutto più semplice anche per me”.
Aneddoti e ricordi
Rodriguez ha poi condiviso un aneddoto dei suoi primi giorni a Firenze insieme a Borja Valero: “Non avevamo la macchina e alloggiavamo nello stesso albergo. Siamo usciti per strada e nessuno ci salutava, finché Lezzerini non ci ha fermati per chiamarci un taxi. Altrimenti, non avremmo saputo come tornare. Mi sorprende che, dopo tutto questo tempo, dopo aver giocato qui e dopo tanti anni, la gente si ricordi ancora di noi”.
La vittoria contro la Juventus
Un momento particolarmente vivido nella memoria di Gonzalo è la vittoria per 4-2 contro la Juventus: “È stata una partita davvero particolare. Perdere il primo tempo 2-0 e rientrare nello spogliatoio sapendo che la Juve era fortissima, con giocatori di altissimo livello, per poi ribaltare il risultato nel secondo tempo… Incredibile! Ogni tifoso per strada ti diceva: “Dobbiamo vincere contro la Juventus”. Giocare una partita del genere è stato eccezionale e ha ovviamente creato un grande entusiasmo”.
Il rimpianto della Coppa Italia
Il difensore ha espresso un rammarico: “Forse la finale di Coppa Italia. Eravamo così vicini a vincere un trofeo e tutti lo desideravamo ardentemente. La squadra, secondo me, meritava di conquistare un titolo. Iniziare perdendo 2-0, per poi quasi raggiungere il pareggio… è stato molto doloroso”.
L’addio a Firenze
Lasciare Firenze non è stato facile per Rodriguez: “Sì, e lo sapevo. Sono arrivato come uno sconosciuto e me ne sono andato conoscendo tutti. Venivo da un’esperienza in Champions League con il Villarreal, ma quando arrivi a Firenze devi dimostrare il tuo valore. La gente, finché non dimostri in campo di poter fare bene, non ti conosce veramente. Dopo, quando ho percepito l’affetto dei tifosi, non solo allo stadio ma anche per strada, l’ho sentito in ogni cosa che facevo”.