L’attaccante della Fiorentina, Beto, ha continuato a interagire con i giornalisti, affrontando ulteriori argomenti dalla sala stampa del Viola Park.
Beto ha dichiarato: “Credo che la mia esperienza, l’intelligenza tattica e il supporto dell’allenatore e dello staff possano contribuire alle vittorie della Fiorentina. Ciò che conta non è chi segna, ma il risultato collettivo. Il lavoro degli esterni è fondamentale per creare difficoltà agli avversari. Mi ritrovo ad essere uno dei più esperti, anche se suona strano. Il mister Vanoli mi chiede di supportare la squadra e attaccare la profondità, ma sono consapevole della necessità di venire incontro e giocare in altre fasi della partita. È un aspetto su cui ho lavorato e che devo continuare a perfezionare. Riguardo al Napoli, nutro grande fiducia nella squadra, non abbiamo timore. I ragazzi sono concentrati e desiderosi di vincere”.
Un percorso diverso
Beto ha poi aggiunto: “Il mio percorso nel calcio è stato particolare, e desidero trasmettere la stessa passione che nutrivo da giovane nelle categorie inferiori, insieme alla gioia di scendere in campo. Il numero 23 è stato il mio primo numero da professionista. Non mi è mai pesato lavorare duramente sul campo; se sono arrivato fin qui, ringrazio Dio, sono estremamente felice”.
Riguardo al suo legame con i tifosi dell’Everton, ha affermato: “Ho un rapporto splendido con loro. Apprezzavano il mio impegno, il lavoro meno appariscente, la grinta e la corsa. Quando segnavo, la loro felicità era palpabile. Ho lasciato il club perché sentivo il bisogno di un cambiamento, era il momento giusto, ma non ho nulla in contrario verso i tifosi dell’Everton, ai quali rivolgo solo un sentito grazie”.