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Terim analizza il calcio italiano: “Potenziale enorme, ma serve un piano”

Fatih Terim, ex allenatore della Fiorentina, ha espresso sorpresa per le difficoltà del calcio italiano nonostante i successi recenti delle squadre nelle coppe europee. “Il potenziale è grande, ma serve un piano”, ha affermato.
Terim analizza il calcio italiano: "Potenziale enorme, ma serve un piano" Terim analizza il calcio italiano: "Potenziale enorme, ma serve un piano"

Fatih Terim, ex tecnico della Fiorentina, ha espresso il suo stupore riguardo alle recenti difficoltà del calcio italiano in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. L’Italia, reduce da tre esclusioni consecutive dai Mondiali, ha visto comunque diverse sue squadre raggiungere finali europee nelle ultime stagioni.

“Francamente no – ha dichiarato Terim, rispondendo alla domanda se si aspettasse la Nazionale in queste condizioni -, perché l’Italia ha vinto tanto e ha lasciato il segno nella storia del calcio. Anche una sola vostra assenza era stata una grande delusione; tre consecutive richiedono una riflessione molto seria.”

L’allenatore ha poi sottolineato i successi recenti di club italiani: “In questi anni l’Italia ha vinto Euro 2021, l’Atalanta ha conquistato l’Europa League e la Roma la Conference League. In più, la Fiorentina ha giocato la finale di Conference, il Napoli ha creato una vera e propria scuola di pensiero calcistico e l’Inter è arrivata due volte in finale di Champions”.

Terim ha aggiunto: “Il potenziale del vostro movimento, dunque, è ancora molto grande. Ciò premesso, bisogna considerare tante cose: lo sviluppo dei vivai, le opportunità offerte ai giovani, le politiche di mercato dei club… L’Italia, dal punto di vista tattico, ha sempre rappresentato una scuola fondamentale, ma il calcio è in continua evoluzione e oggi non si può sopravvivere solo grazie alla tattica, all’organizzazione difensiva o ai successi passati. Vanno sviluppati tutti gli aspetti.”

Infine, l’ex CT della Turchia ha concluso: “Avete bisogno di tempo e di un piano adeguato per la ricostruzione. Perché non si tratta solo di qualificarsi per i Mondiali, ma di far sì che il calcio italiano ritrovi la sua identità e la sua competitività”.

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