In soli quattro giorni, Vanoli è riuscito a dare una fisionomia più chiara e razionale a gran parte del potenziale introdotto in estate, specialmente nel reparto di centrocampo. La sua ‘prima’ sulla panchina della Fiorentina ha visto schieramenti con differenze non sostanziali rispetto al passato, ma soprattutto un atteggiamento decisamente più vivace e aggressivo. Il modulo impiegato è stato un 4-2-3-1 molto mobile e fluido, con Arthur Atta posizionato più avanzato ma centralmente, pur con libertà di movimento. Non più relegato al ruolo di esterno offensivo, lontano dall’azione.
Un discorso simile vale per Nicolò Fagioli. L’anno scorso, sotto la guida di Vanoli, era stato tra i migliori, uno dei pochi a distinguersi, e in estate sembrava destinato a lasciare la Fiorentina. Grosso non sembrava puntare su di lui, o almeno non in abbinamento con Oulai, uno dei principali acquisti del mercato. Nella partita di ieri sera, il centrocampista classe 2001 è tornato al centro del gioco, gestendo e dettando i ritmi, mostrando anche una buona fisicità.
L’ultimo tassello da inserire
Guardando avanti con ambizione, l’auspicio generale è quello di vedere Fagioli in coppia con Oulai. Questo è stato un tema ricorrente, un enigma mai risolto da Grosso, che aveva privilegiato la fisicità di Brescianini o Ndour, quasi ignorando l’aspetto estetico del gioco. Ieri, l’ivoriano era al rientro dopo un infortunio, ancora non al meglio fisicamente. L’idea ambiziosa sarebbe proprio quella di formare un duo davanti alla difesa, con Atta libero di agire più avanzato per esprimere la sua fantasia. Potrebbe volerci del tempo per raggiungere il giusto equilibrio, ma a quel punto la Fiorentina potrebbe liberare il suo massimo potenziale.