L’ex giocatore della Fiorentina si avvicina alla Nazionale guidata da Roberto Mancini. Il giovane talento è pronto per essere convocato in azzurro.
L’ex Fiorentina pronto per l’Italia
Il centrocampista Lorenzo Amatucci ha lasciato definitivamente la Fiorentina e l’Italia quest’estate, trasferendosi a titolo definitivo in Spagna per circa 4 milioni di euro. Ha scelto il Deportivo La Coruna, squadra di cui è diventato un titolare fisso. Il classe 2004 è stato intervistato riguardo al suo presente, al suo passato recente, all’esperienza lontano da casa e alle differenze tra il calcio italiano e quello spagnolo. Di seguito, l’intervista rilasciata a La Voz de Galicia:
Il problema del calcio italiano è che molti giocatori giovani non hanno l’opportunità di dimostrare le proprie capacità. Ci sono molte squadre in Italia che preferiscono ingaggiare stranieri prima di mettere in campo un ragazzo italiano della propria Primavera. Conosco molti compagni di squadra che hanno dovuto andare in Serie B. In Spagna è diverso, poiché ogni squadra ha un alto numero di spagnoli. Capisco che un club di alto livello non offra opportunità, ma le piccole dovrebbero farlo. La Spagna come occasione per crescere, dentro e fuori dal campo, e l’Italia come sistema nel quale trovare spazio da giovani resta complicato.
Sono via da casa da quando avevo 13 anni, perché sono andato a vivere in convitto a Firenze. Ci sono abituato, ma non è facile, perché in alcuni momenti negativi vorrei vedere e parlare con i miei genitori. A volte viene la mia ragazza, che passa due settimane qui e due a Firenze, dove studia. Parliamo al telefono, ma non è la stessa cosa che di persona.
Nella sua vita quotidiana in Spagna, tra allenamenti, momenti con i compagni e giornate in spiaggia, il centrocampista prosegue anche i suoi studi universitari in psicologia. Le sue prestazioni nel campionato spagnolo alimentano un obiettivo che considera il più importante della sua carriera: indossare la maglia della Nazionale italiana:
Giocare con la Nazionale è la sfida più grande che ho. Partecipare a una Coppa del Mondo, rappresentare il mio paese e la mia famiglia, sarebbe il livello più alto che posso raggiungere. Non sono mai stato così vicino come ora, giocando in Liga: se faccio le cose nel modo giusto, la chiamata può arrivare.