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Bove: “Tornare a giocare era la priorità, valuto il rientro in Italia”

Edoardo Bove racconta la sua esperienza nel docufilm “In un battito”, ripercorrendo il malore durante Fiorentina-Inter del 1° dicembre 2024 e il percorso di recupero durato 15 mesi. “Tornare a giocare era la cosa fondamentale”, ha dichiarato.
Bove: "Tornare a giocare era la priorità, valuto il rientro in Italia" Bove: "Tornare a giocare era la priorità, valuto il rientro in Italia"

Il calciatore Edoardo Bove ha condiviso la sua esperienza nel docufilm “In un battito”, diretto da Giovanni Troilo. La pellicola ripercorre l’evento traumatico occorso durante la partita Fiorentina-Inter del 1º dicembre 2024 e il successivo percorso di recupero.

Bove ha pochi ricordi nitidi di quel pomeriggio: “Mi era girata un pochino la testa e poi ricordo di essermi svegliato in ospedale”, ha dichiarato a La Nazione. Ha appreso dettagli cruciali, come l’arresto cardiaco e il braccio caduto in ambulanza, grazie ai racconti dei suoi familiari. “Me l’hanno raccontato i miei. Grazie agli altri ho recuperato un ricordo che non avrei”, ha aggiunto.

La visione delle immagini del malore è stata una tappa fondamentale per il giocatore: “In ospedale ho chiesto subito di rivederle. Perché volevo capire cosa fosse successo”. Ora il suo rapporto con quelle scene è cambiato: “Rivederle adesso non mi fa più chissà quale effetto perché in mezzo c’è stato un percorso durato 15 mesi che ha portato a un’evoluzione. Sono cambiato”.

Il desiderio di tornare sui campi da gioco ha rappresentato l’obiettivo primario, superando anche le questioni economiche: “I sette milioni dell’assicurazione? È una cifra buttata lì, ma non è quella che conta. Per me la cosa fondamentale era tornare in campo e ce l’ho fatta”.

In prospettiva futura, Bove non esclude un ritorno nel calcio italiano: “Non escludo questa opzione. So che c’è tanta ricerca in Italia. Ho visto l’ok allo sciatore dato dal professor Corrado di Padova. C’è un lavoro incredibile da parte di tutti i cardiologi”.

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