La fascia da capitano accentua le debolezze nelle sue prestazioni. Quando anche David De Gea mostra incertezze, la Fiorentina perde un punto di riferimento fondamentale nei momenti critici. Lo spagnolo, per il suo palmarès, l’esperienza e l’autorevolezza, dovrebbe essere il leader tecnico e spirituale del gruppo, capace di guidare una squadra giovane e di correggere le sue difficoltà. Tuttavia, in un inizio di stagione caratterizzato da diversi errori, anche il capitano porta con sé una quota di responsabilità. Le difficoltà generali del collettivo lo mettono in evidenza, ma alcune sue esitazioni hanno contribuito ad aggravare una situazione già complessa. La recente sconfitta contro il Como ha riacceso il dibattito: altri tre gol subiti e, in particolare, una grave responsabilità sul terzo gol dei lariani, segnato da Douvikas. Un intervento impreciso che incide sul giudizio della sua prestazione e si aggiunge a una serie di episodi in cui la porta viola avrebbe meritato una diversa protezione.
Errori che si accumulano
La partita contro il Como non è stata un episodio isolato. Nell’ultima trasferta a Marassi, una goffa respinta su un tiro di El Shaarawy aveva dato il via all’azione del primo gol del Genoa: un pallone mal gestito che si è trasformato in un’opportunità per gli avversari. In precedenza, nella sconfitta casalinga contro il Frosinone, almeno una delle tre reti subite (la prima) ha sollevato seri dubbi sull’intervento dell’ex giocatore del Manchester United, con discussioni possibili anche su un’altra conclusione finita in rete (la terza). Questi episodi, seppur diversi, condividono la sensazione che De Gea stia faticando a garantire la sicurezza che il suo nome e la sua carriera suggerirebbero. Nessun portiere può annullare ogni errore dei compagni. Ma in una Fiorentina così vulnerabile, anche una parata errata può avere conseguenze significative.
I numeri parlano chiaro
A confermare le impressioni è soprattutto il dato sui gol evitati: -3,72, che lo colloca all’ultimo posto tra i 27 portieri analizzati in Serie A. Il confronto tra i gol effettivamente subiti e quelli previsti da un modello statistico mostra un saldo nettamente negativo: De Gea ha incassato quasi quattro gol in più rispetto alle aspettative. Questo indicatore va oltre il semplice conteggio delle reti al passivo, focalizzandosi sul rendimento del portiere. Il quadro generale presenta 17 gol subiti, una media di tre parate a partita, dieci interventi su tiri dall’interno dell’area e una percentuale di parate del 55%. Questi numeri, uniti agli errori individuali, rendono difficile attribuire tutte le responsabilità alle fragilità difensive. La crisi della Fiorentina coinvolge l’intera squadra, ma chiama in causa anche il suo elemento di maggiore esperienza. Vanoli necessita che De Gea torni a essere decisivo con le sue parate, oltre che con la sua personalità.