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Fabio Zaza: “Viola Park un privilegio, De Zerbi modello ma i ragazzi al centro”

Fabio Zaza, nuovo tecnico della Fiorentina Under-15, sottolinea l’importanza della crescita dei giovani al Viola Park, ispirandosi a De Zerbi ma mettendo i ragazzi al centro del progetto.
Fabio Zaza: "Viola Park un privilegio, De Zerbi modello ma i ragazzi al centro" Fabio Zaza: "Viola Park un privilegio, De Zerbi modello ma i ragazzi al centro"

La crescita dei giovani prima del risultato è il principio fondamentale che guida Fabio Zaza, il nuovo allenatore della Fiorentina Under-15. Il tecnico, giunto a Firenze dopo esperienze formative nei settori giovanili di Empoli e Bologna, ha condiviso le sue emozioni quotidiane nel lavorare al Viola Park, l’ammirazione per Roberto De Zerbi e il confronto con Aurelio Andreazzoli. Zaza ha parlato in esclusiva a Radio FirenzeViola, durante la trasmissione dedicata al vivaio viola, condotta da Andrea Giannattasio.

L’arrivo a Firenze e il progetto viola

La chiamata del direttore Valentino Angeloni è stata accolta con grande entusiasmo. Angeloni ha presentato il progetto viola, focalizzato sulla crescita dei giovani, un aspetto che Zaza considera prioritario e la ragione principale per cui svolge questo lavoro. L’ingresso in una società prestigiosa come la Fiorentina rappresenta un’opportunità significativa. Angeloni ha trasmesso stima e fiducia, affidando a Zaza la responsabilità di accompagnare lo sviluppo dei talenti.

Il Viola Park, un centro d’eccellenza

L’esperienza di lavorare al Viola Park è descritta come un vero privilegio. Anche dopo soli quarantacinque allenamenti, l’emozione di varcare i cancelli del centro sportivo rimane intatta. Zaza, che aveva già visitato strutture di alto livello in precedenza, sottolinea l’unicità dell’organizzazione e della struttura viola, definendola senza precedenti.

L’impatto con la squadra e la categoria

La squadra Under-15 ha iniziato la stagione con un buon ritmo, ottenendo undici punti e mostrando un buon potenziale offensivo, come dimostrato nell’ultima partita contro l’Avellino. Zaza ha trovato ragazzi con un’identità già definita, frutto del lavoro svolto in precedenza. L’Under-15 rappresenta un passaggio cruciale, un ponte tra l’attività di base e il calcio giovanile più strutturato, dove si inizia a integrare la componente collettiva con le qualità individuali.

La delicatezza del passaggio al campionato nazionale

La categoria Under-15 è particolarmente apprezzata da Zaza. Segna il passaggio dal calcio infantile a una dimensione più vicina a quella professionistica, pur mantenendo un forte accento sulle qualità individuali. Cambiano i ritmi, le dinamiche delle partite e anche la vita fuori dal campo. Molti giovani affrontano la prima esperienza lontano da casa, mentre altri devono gestire impegni scolastici più intensi, richiedendo un approccio attento da parte dello staff per facilitare l’adattamento.

Le esperienze passate e la scelta di Firenze

Le esperienze precedenti con Empoli e Bologna sono state fondamentali per la sua crescita professionale. Zaza ringrazia entrambe le società per le opportunità concesse, portando con sé da Empoli il lavoro metodologico e da Bologna la gestione del gruppo. La scelta di Firenze è motivata dal desiderio di migliorarsi ulteriormente, mettersi alla prova e dedicare il massimo impegno alla società e ai giovani calciatori.

Il percorso da calciatore a allenatore

Da giocatore, Zaza era un centrocampista dinamico, capace di abbinare qualità e quantità. La curiosità è sempre stata una sua caratteristica distintiva. L’incontro con allenatori significativi durante il suo periodo al Bologna lo ha spinto ad approfondire il mondo dell’allenamento, studiando e formandosi per trasformare questa passione in una professione. Allenare nel settore giovanile, pur complesso, è considerato stimolante e gratificante.

La vocazione per la panchina

La decisione di diventare allenatore è maturata verso la fine della sua carriera da giocatore, con l’ottenimento del patentino UEFA B. Un allenatore di una società dilettantistica di Latina, Andrea Chiappini, ha riconosciuto in lui le qualità adatte a trasmettere conoscenze ai giovani, consigliandogli di intraprendere questa strada. Dopo un inizio nei dilettanti, è arrivata l’opportunità di entrare nel calcio professionistico.

L’esperienza allo Zola Predosa

La società dello Zola Predosa riveste un ruolo speciale nella carriera di Zaza, avendolo accolto prima come giocatore e poi offrendogli la possibilità di iniziare il percorso da allenatore, dalle categorie inferiori fino alla prima squadra. L’esperienza di guidare l’Under 17 Élite e poi la prima squadra in Promozione, in seguito alle dimissioni del tecnico precedente, è stata molto formativa. Zaza mantiene tuttora legami importanti con la società, che considera una seconda casa.

Il confronto all’interno del vivaio viola

Il confronto con gli altri allenatori del settore giovanile viola è considerato molto prezioso. Zaza ammira particolarmente Aurelio Andreazzoli, allenatore della Primavera, per la sua proposta di gioco e il suo profilo umano. La disponibilità di Andreazzoli e la condivisione con gli altri tecnici del vivaio hanno reso il suo inserimento nella Fiorentina particolarmente agevole e importante.

Principi di gioco e responsabilizzazione

L’approccio di Zaza si basa sull’adattare il gioco alle caratteristiche dei suoi giocatori, promuovendo un calcio propositivo, come richiesto da Angeloni. L’obiettivo è creare una squadra che manovri con efficacia, dove i giocatori siano responsabilizzati nelle scelte e imparino a leggere le situazioni di gioco individualmente e collettivamente. L’allenamento mira a fornire gli strumenti necessari per affrontare le sfide della domenica.

Intensità, apprendimento e divertimento

Il divertimento è considerato la base su cui costruire il lavoro. Pur mantenendo ritmo e intensità, l’ambiente creato mira a far sentire i ragazzi sereni e coinvolti. Lo staff si pone come un sostegno, lavorando anche sulla componente mentale attraverso il gioco e le relazioni interpersonali. I primi riscontri positivi nelle partite confermano l’efficacia di questo approccio.

Il modello De Zerbi e il focus sui giovani

Roberto De Zerbi è un punto di riferimento per Zaza, il cui stile di gioco manovrato e propositivo è stato studiato attentamente, anche attraverso webinar durante il periodo del Covid. Tuttavia, nel settore giovanile, l’attenzione deve rimanere focalizzata sui calciatori. L’allenatore deve conoscerli, aiutarli e adattare la proposta tecnica alle loro peculiarità, considerando che il percorso in viola rappresenta solo una tappa del loro sviluppo.

Il valore del risultato nell’Under-15

Nel settore giovanile, il risultato non può essere la priorità assoluta, per non distogliere l’attenzione dalla formazione. Zaza condivide questo concetto con Angeloni: la vittoria dovrebbe essere una conseguenza del lavoro settimanale. Sebbene i ragazzi desiderino competere e vincere, è fondamentale mantenere coerenza tra ciò che si insegna in settimana e ciò che si propone in partita, per non perdere occasioni di crescita.

Il rapporto con le famiglie

La gestione del rapporto con le famiglie è un aspetto cruciale. La Fiorentina ha lavorato bene in questo senso, creando un ambiente sereno per i ragazzi, nonostante gli impegni intensi. Zaza sottolinea l’importanza che i genitori si affidino alla società e permettano ai figli di vivere il percorso con tranquillità, supportandoli nelle difficoltà e nei successi.

Obiettivi di fine stagione

A fine stagione, la soddisfazione maggiore per Zaza e il suo staff deriverebbe dal vedere il gruppo esprimere al meglio il lavoro svolto e constatare il miglioramento di tutti i ragazzi. L’auspicio è che la stagione si prolunghi il più possibile, raggiungendo le fasi finali per confrontarsi con altre realtà di alto livello. L’obiettivo è una squadra autonoma, determinata, capace di esprimersi individualmente e collettivamente, incarnando le idee della Fiorentina trasmesse dal direttore.

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