Un aspetto cruciale per la Fiorentina sotto la guida di Paolo Vanoli in questa stagione riguarda la definizione del centravanti titolare. Nelle prime quattro apparizioni stagionali, il tecnico viola non ha ancora chiarito le gerarchie tra Beto e Pellegrino. L’ex allenatore del Torino ha infatti alternato i due attaccanti in base alle caratteristiche dell’avversario e al piano tattico, come emerso nelle sue dichiarazioni in conferenza stampa. In Serie A, Beto ha iniziato da titolare in due occasioni, contro Venezia e Genoa. Pellegrino è invece partito dall’inizio in casa contro il Napoli e in Coppa Italia contro il Pisa. Un equilibrio che, nonostante un leggero vantaggio di minuti per l’argentino (204 minuti giocati da Pellegrino contro i 156 di Beto), evidenzia una notevole incertezza sulla scelta del bomber principale della Fiorentina.
Pellegrino sembra più in forma di Beto
Questa incertezza si riflette anche sul rendimento in campo, dove al momento Beto sembra soffrirne più di Pellegrino. Quest’ultimo, pur senza giocate spettacolari, ha dato l’impressione di essere più integrato nel gioco di squadra, fisicamente reattivo, pericoloso in area e con maggiori potenzialità di crescita rispetto al compagno di reparto. L’ex giocatore del Parma ha inoltre dimostrato una maggiore vena realizzativa, con tre reti all’attivo: due in campionato contro Torino e Venezia, e una in Coppa Italia contro il Pisa. Sebbene anche lui non sia brillato contro il Napoli, né al suo ingresso in campo contro il Genoa (in una partita già compromessa), la sensazione è che Pellegrino stia attraversando un momento migliore e offra maggiori garanzie rispetto all’ex Everton e Udinese.
La necessità di una scelta chiara
In quest’ottica, l’alternanza continua tra i due centravanti potrebbe finire per penalizzare entrambi, un po’ come accaduto in passato sotto la gestione di Vincenzo Italiano, quando Jovic e Cabral venivano spesso scambiati nel ruolo di prima punta. Sia che si tratti di Beto, attualmente in difficoltà per condizione fisica e confidenza con il gol, sia di Pellegrino, Vanoli dovrà prendere una decisione a breve. Come avviene per i portieri, anche per gli attaccanti è fondamentale stabilire delle gerarchie ben definite.