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Fiorentina, difesa da matita blu e attacco sterile: i problemi viola

La Fiorentina soffre di una difesa con 17 gol subiti e un attacco sterile, con soli 2 gol per la coppia d’attacco. Si analizzano le responsabilità e le criticità del centrocampo e dell’attacco viola.
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I 17 gol incassati, che al momento valgono alla Fiorentina il primato negativo di peggior difesa nel campionato, hanno fatto scattare un allarme rosso per questo reparto della squadra.

Sebbene giocatori come David De Gea, Ranieri e Dragusin abbiano le loro responsabilità, sorge il dubbio se siano effettivamente i meno capaci della Serie A o semplicemente schierati in modo inefficace dall’allenatore. Questa seconda ipotesi sembra più probabile.

Un centrocampo in difficoltà

Il reparto di centrocampo, ad esempio, fatica a contenere il gioco avversario, mostrando lacune evidenti. L’unico elemento considerato più adatto a questo ruolo, Oulai, viene spesso relegato in panchina o impiegato in posizioni non ideali.

Dobbiamo preoccuparci per il penultimo posto in classifica? Esiste un concreto rischio di retrocessione? La risposta potrebbe essere affermativa, soprattutto considerando che quest’anno non si intravedono squadre già segnate come lo scorso anno con Pisa e Verona.

Il vero nodo da sciogliere

Tuttavia, a mio parere, la criticità principale non risiede né in difesa né a centrocampo. Sono convinto che anche un allenatore come Vanoli, pur nella sua mediocrità (simile a quella del suo predecessore), troverà col tempo delle soluzioni.

La realtà è che la Fiorentina manca di un vero finalizzatore, elemento cruciale per conquistare le partite. Pellegrino, che nella stagione precedente giocava nel Parma, ha segnato 9 reti in 37 presenze, con una media di un gol ogni 333 minuti (e per due terzi di questi di testa, mentre i cross nella Fiorentina sono rari). Beto, nei suoi tre anni all’Everton, ha realizzato 20 gol in 99 partite, con una media di un gol ogni 5 incontri.

Attualmente, la coppia d’attacco viola ha messo a segno solo 2 centri, entrambi dell’argentino. Se questo trend continuasse per le 38 giornate, si arriverebbe a un totale di appena 11 reti, superando in negativo persino le coppie Kean-Piccoli (12 gol l’anno scorso) e Cabral-Jovic (14 gol nel 2022/23).

Ad eccezione di Gonçales, che ha un curriculum da discreto realizzatore ma deve ancora recuperare la forma ottimale, nessun altro elemento della rosa possiede le caratteristiche di un bomber. In questo contesto, aver commesso un errore nella scelta del centravanti, o meglio, dei centravanti, rappresenta un errore grave.

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