È possibile mostrare una superiorità tendenziale per poco più di metà partita, per poi subire in modo clamoroso l’avversario all’inizio del match? Questa è la caratteristica delle squadre prive di carattere, impaurite come è apparsa la Fiorentina nella prima mezz’ora. In quel frangente, la squadra viola ha compromesso l’andamento della gara e ha rischiato di subire la terza rete. Questo contro un avversario che non aveva ancora ottenuto vittorie in campionato e con valori oggettivamente modesti, ma che è risultato più grande della Fiorentina di giocatori come Dragusin, Fagioli, Ndour o Mastantuono, per citare solo i più noti durante la sosta.
Un risveglio tardivo ma senza il giocatore chiave
Il pareggio, alla fine, la Fiorentina lo stava quasi per conquistare, ma un quarto d’ora finale di assalto non può bastare. Prima, infatti, la squadra viola si era scontrata sterilmente contro la difesa del Genoa. Poi è arrivato l’autogol propiziato da Jimenez, immediatamente sostituito dopo il momentaneo 2-1. Eppure, lo spagnolo era stato il migliore in campo, o quantomeno uno dei meno deludenti.