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Fiorentina, la domanda che assilla i tifosi: “Quando toccherà a noi?”

La Fiorentina si ritrova in fondo alla classifica, mentre la Lazio domina la Serie A. I tifosi viola si chiedono quando toccherà a loro vedere risultati positivi.
Fiorentina, la domanda che assilla i tifosi: "Quando toccherà a noi?" Fiorentina, la domanda che assilla i tifosi: "Quando toccherà a noi?"

Chi avrebbe mai immaginato, all’inizio della stagione, una Lazio così dominante? La squadra biancoceleste vanta otto vittorie nelle prime nove gare di Serie A, affermandosi con il miglior attacco (22 gol segnati) e la miglior difesa (solo sette reti subite). Attualmente, la Fiorentina insegue a 21 punti di distanza, un divario considerevole.

Un mercato diverso, risultati opposti

Nonostante una recente eliminazione in Coppa Italia per mano del Mantova, che aveva fatto presagire una stagione difficile per la Fiorentina, la situazione attuale contrasta nettamente con le aspettative. L’ambiente viola era segnato da una forte contestazione verso la dirigenza, aggravata da un mercato ritenuto deludente. La squadra ha visto l’arrivo di tre giocatori in prestito (Gudmundsson, Frattesi e Sutalo), tre a parametro zero (Diogo Leite, Doekhi e Pedraza) e un investimento di soli 3 milioni per Pinamonti. Parallelamente, il club ha incassato 40 milioni dalla cessione di giocatori come Gila, Romagnoli, Provedel e Artistico, liberandosi anche degli ingaggi di Basic e Patric. Se all’inizio dell’anno si fosse suggerito che questo approccio al mercato potesse portare a risultati superiori a quelli della Fiorentina, sarebbe stato considerato folle. Oggi, con le due squadre in posizioni di classifica così distanti, i tifosi viola si pongono un interrogativo ricorrente: ma a noi quando tocca?

Il divario tecnico e tattico

La domanda fondamentale per la Fiorentina è: cosa manca per replicare i successi della Lazio? Nonostante un valore aggiunto di 150 milioni di euro investito nella rosa, con acquisti di rilievo come Oulai, Atta, i giovani Viery e Valdepenas, l’esperienza di Goncalves e i gol di Pellegrino e Beto, la squadra si ritrova penultima dopo otto giornate, con sei sconfitte. Le premesse iniziali, sia per la stagione precedente che per quella attuale, erano differenti, ma il risultato finale rimane invariato. La Fiorentina appare una squadra priva di un’identità di gioco chiara, senza una guida definita e con evidenti lacune tattiche dopo soli due mesi di campionato. Se i giocatori tanto attesi sono arrivati, cosa manca dunque?

Le responsabilità della dirigenza e dello staff tecnico

Il primo nome sul banco degli imputati sembra essere quello di Vanoli. In due diverse occasioni, l’allenatore non è riuscito a imprimere una filosofia di gioco chiara alla squadra. Sebbene non abbia potuto costruire la rosa secondo le sue specifiche richieste, non sembrava così insoddisfatto di subentrare a stagione in corso, dichiarando in passato: “Oggi veramente col mercato che è stato fatto si può costruire un sogno”. Né lui né l’altro tecnico visto in questo avvio di stagione hanno lasciato un segno tangibile. Le ragioni potrebbero risiedere nei difetti della rosa allestita da Paratici, in una preparazione atletica inadeguata, o forse nella mancanza di un allenatore capace di dare una direzione a una squadra che, nonostante tutto, possiede talento, probabilmente molto più di quanto mostrato negli anni passati. Un’abilità che Gattuso, nonostante le critiche, ha dimostrato di possedere.

Necessità di umiltà e un progetto concreto

Forse, ciò che manca a Firenze è un po’ di sana umiltà, spesso mascherata da ambizione. L’anno precedente, Pioli aveva fissato obiettivi europei che la Fiorentina non raggiunge da sedici anni. L’entusiasmo generato dall’ultimo mercato sembrava puntare nella stessa direzione. Il copione si ripete: la Fiorentina gioca male, i mugugni aumentano; arrivano qualche risultato positivo inaspettato, come la vittoria contro l’unica squadra in fondo alla classifica o il pareggio contro un Napoli in difficoltà, e l’entusiasmo ingiustificato riemerge, alimentato dal desiderio di vedere un calcio di qualità in città. Questo ciclo, tuttavia, porta inevitabilmente a nuove delusioni. È necessario prendere coscienza che inseguire sogni irrealizzabili all’inizio delle stagioni non porta da nessuna parte. La Fiorentina sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia e non si può più ignorare la realtà.

È tempo di pensare alla prossima stagione, poiché quella attuale sembra già compromessa. Serve un progetto solido, un allenatore in grado di valorizzare la rosa, e giocatori adatti ai ruoli. Non è necessario spendere 150 milioni: basta osservare la Lazio per capire come fare.

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