C’è fiducia per la prossima gara, con la speranza che la lezione impartita sia servita. Non c’è motivo per cui la Fiorentina non possa replicare le prestazioni ammirate contro Venezia o Napoli, mostrando la stessa grinta su ogni pallone. Tuttavia, è fondamentale mantenere l’equilibrio, dato che incassare due reti per incontro porta inevitabilmente alla retrocessione. I gol subiti rappresentano una preoccupazione ben maggiore rispetto a quelli non realizzati, indicando un problema di atteggiamento. Si avverte la necessità di un centrocampo più collaborativo; si ricordi la partita contro il Frosinone, dove intercorrevano 40 metri tra centrocampo e difesa. L’auspicio è per una squadra audace, ma quando la palla è in possesso avversario, è imperativo correre e difendere. Si percepisce che la Fiorentina abbia difficoltà nel schierare due terzini offensivi, come dimostrato dalla fatica di Viery contro il Napoli. Se fossi Vanoli, prenderei in considerazione l’impiego di Ranieri come terzino.
La questione offensiva
Analizzando la fase offensiva, in corso d’opera, se la Fiorentina si trovasse in svantaggio, si potrebbe ipotizzare un tandem composto da Beto e Pellegrino in attacco, con Mastantuono e Njie sugli esterni. La loro coesistenza è possibile, richiamando la strategia della Juventus di schierare due punte. Si ritiene che Vanoli a Genova si sia pentito di aver schierato Beto, dato che Pellegrino ha mostrato qualcosa di più, mentre Beto è stato tra i meno brillanti. Si suggerisce di seguire l’esempio di Prandelli con Vlahovic: far partire sempre Pellegrino dall’inizio, ma inserire Beto al 70’, momento in cui le partite possono essere decise. È necessaria una gerarchia chiara per la formazione iniziale; si ha l’impressione che Vanoli preferisca Beto per le sue caratteristiche.