Al suo ritorno sulla panchina della Fiorentina, Paolo Vanoli ha inizialmente optato per un modulo 4-2-3-1. Questa configurazione tattica, in fase di non possesso, si trasformava in un 4-4-2, con attaccanti come Atta o, nella partita contro il Como, Pedro Gonçalves, che agivano come seconde punte al fianco di Beto o Pellegrino.
I numeri del rendimento
Questa impostazione ha dato i suoi frutti nell’esordio a Venezia e in parte contro il Napoli, nonostante un Expected Goals (xG) concesso di 1,40. Tuttavia, nelle ultime due sfide, entrambe concluse con una sconfitta contro Genoa e Como, sono emerse criticità evidenti. La Fiorentina sta concedendo un numero eccessivo di gol e occasioni, con xG concessi di 1,46 a Marassi e 1,59 contro il Como. Queste difficoltà si manifestano sia in fase di transizione che in difesa schierata. Sebbene il sistema di gioco non sia l’unica causa, una disposizione più offensiva con tre mezze punte e un centravanti ha certamente contribuito a queste problematiche.
Un possibile aggiustamento tattico
In vista dell’impegnativa trasferta contro i campioni d’Italia dell’Inter, in programma domenica alle 12:30, Paolo Vanoli starebbe valutando un cambio di modulo. Si profila un ritorno a un centrocampo a tre, con giocatori come Fagioli, Ndour e Brescianini (con la possibile alternativa di Oulai come mezzala). In fase di non possesso, questo schema si tradurrebbe in un 4-1-4-1. Questo modulo era quello che aveva permesso alla Fiorentina, sempre sotto la guida di Vanoli, di raggiungere la salvezza nella scorsa stagione. Si tratterebbe di una soluzione temporanea per arginare l’emorragia di gol (17 quelli subiti in totale in Serie A, 8 da quando è tornato Vanoli), in attesa di migliorare la posizione in classifica e di poter lavorare a una squadra più propositiva e con maggiore qualità offensiva.