Angelo Di Livio, figura storica della Fiorentina, ha condiviso pensieri significativi in una lunga intervista rilasciata ai canali ufficiali del club in occasione del centenario. Le sue parole hanno toccato diversi aspetti della sua esperienza viola.
“Essere parte della storia di una società è sempre un grande onore per un calciatore, un motivo di profonda gratificazione”, ha affermato Di Livio, rivelando di essersi commosso durante le celebrazioni per il centenario. Ha poi ricordato il suo arrivo a Firenze, fortemente voluto da Trapattoni, e il legame speciale che aveva con lui. L’ex giocatore ha rievocato le esperienze vissute con la maglia viola, tra cui la partecipazione alla Champions League, all’Europa League e la vittoria della Coppa Italia. Ha inoltre descritto il fallimento del club come un momento drammatico, ma ha sottolineato come da quella difficile situazione sia nata una nuova e bellissima storia, che lui stesso ama raccontare. Ha ricordato le condizioni iniziali, con la mancanza persino di maglie per allenarsi, ma ha evidenziato la rapida risalita verso il grande calcio in pochi anni.
Il rimpianto di non essere rimasto
Riguardo ai suoi maggiori rimpianti legati alla Fiorentina, Di Livio ha espresso un rammarico profondo: “Il mio più grande rimpianto è che a fine carriera avrei potuto rimanere qui. Ci furono tante promesse e discussioni, ma poi le situazioni sono svanite. Io non insisto, basta una parola. Sono però spariti tutti. Ero pronto a contribuire come dirigente, mettendo a disposizione la mia esperienza fuori dal campo. È un rimpianto che mi accompagnerà per tutta la vita. La mia intenzione era di trascorrere molti altri anni a Firenze, ma abbiamo dovuto rivedere questi piani”.