Roberto Mancini si è ripresentato ufficialmente come nuovo commissario tecnico dell’Italia, dando il via al suo secondo mandato sulla panchina azzurra dopo la separazione del 2023. Durante la conferenza stampa di presentazione, il tecnico jesino ha condiviso le sue emozioni: “Riguardo a quanto successo tre anni fa credo che ci sia stata mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, sono dispiaciuto perché parlandone a quattro occhi si poteva risolvere. Io sono innamorato della maglia della nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita perché hai commesso un errore. Mi dispiace per questo, ma la sorte grazie al presidente Malagò mi permette di riscattarmi e non vedo l’ora di farlo”.
Riguardo alla ripartenza della nazionale e all’accoglienza attesa, Mancini ha dichiarato: “Dovremo cercare di ripartire da quanto fatto negli anni scorsi. Io sono l’allenatore della nazionale e quindi ci sta anche avere il tifo contro, spero che la squadra possa giocare così bene da ricevere il perdono per quanto è successo tre anni fa”.
Commentando le parole del presidente Malagò sul destino e la situazione di un anno fa con Ranieri, Mancini ha ringraziato ironicamente Claudio per aver declinato l’invito: “Ringrazio Claudio per aver declinato l’anno scorso (ride, ndr). Con Gravina ho avuto l’opportunità di parlare e chiarire, la responsabilità è totalmente mia. Se ci fossimo parlati in quel momento non sarebbe accaduto nulla”.
Sulla differenza di clima rispetto al suo primo incarico e sull’eventuale accentuarsi del gap con le altre nazionali, il CT ha affermato: “Il clima era più rilassato, ma quando sei ct della nazionale c’è sempre pressione. Penso che ci siano bravi giocatori giovani in Italia, bisogna solo dargli fiducia e farli giocare. In tre mesi un giovane può cambiare totalmente, se ricordate Zaniolo quando venne da noi non aveva mai giocato neanche in Serie B. Al primo raduno era in difficoltà, tre mesi dopo era un altro giocatore”.
Riguardo a un possibile impegno a lungo termine oltre i quattro anni di contratto, Mancini ha espresso il suo desiderio: “Io quando sono arrivato sono stato cinque anni, che sono tanti. Questo è il mio ruolo preferito, io spero di poter vincere uno o anche due trofei importanti e spero di poter restare anche dopo”.
Sulla filosofia di gioco delle nazionali, ha precisato: “Contano gli uomini perché bisogna adattarsi ai giocatori a disposizione, non puoi adottare un sistema di gioco che non rientra nelle caratteristiche dei calciatori. Credo che l’Under 21, Under 20, Under 19 e Under 18 debbano avere lo stesso sistema di gioco”.
Riguardo alla presenza di colonne d’esperienza, Mancini ha ricordato l’importanza di Bonucci e Chiellini, pur sottolineando come Jorginho e Verratti, inizialmente considerati troppo giovani, abbiano poi dimostrato il loro valore. “Credo che siano giocatori bravi, giovani e tecnici, poi troveremo anche i Chiellini e Bonucci che potranno essere chiocce per i giovani”.
Infine, sugli attaccanti, ha mostrato fiducia: “Spero che i nuovi ragazzi facciano gli stessi gol che ha fatto Immobile in Serie A. Pio Esposito e Kean sono più giovani, Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco molto bene. Non penso che siamo messi così male in attacco”.