La Fiorentina si trova ad affrontare le prevedibili difficoltà di un nuovo ciclo, ma anche ostacoli imprevisti. Mentre prima del fischio d’inizio a San Siro, Paratici sottolineava la necessità di tempo per lo sviluppo di una squadra rinnovata, il tecnico Vanoli ha optato per un approccio più prudente, richiamando schemi del passato. La formazione viola, che in estate era stata pensata per esprimere grande qualità a centrocampo, ha schierato un trio composto da Fagioli, Ndor e Brescianini, privilegiando la quantità. In attacco, Pellegrino si è trovato spesso isolato a lottare.
Nonostante ciò, grazie a un’ottima prestazione di De Gea e a una serie di circostanze favorevoli, tra cui legni colpiti dagli avversari e decisioni arbitrali sui rigori, la formazione gigliata è stata vicina a un risultato significativo. La situazione attuale in classifica rende ora indispensabile conquistare punti, suggerendo che la Fiorentina debba continuare ad adottare l’approccio pragmatico e “operaio” mostrato a San Siro. Questo implica accantonare, almeno per il momento, le ambizioni di costruzione di gioco che la società aveva in mente dopo gli importanti investimenti estivi, che hanno superato i cento milioni di euro. Un esito paradossale che vede la squadra, suo malgrado, ufficialmente coinvolta nella lotta per la salvezza