Un vero raggio di luce nel momento più difficile, con la firma di un giocatore chiamato a fornire risposte importanti. Il tiro vincente di Alex Jimenez che ha gelato San Siro è l’immagine emblematica di una Fiorentina che, anche nella giornata più amara, ha individuato un elemento positivo. Lo spagnolo, tra i nuovi arrivi di un’estate che doveva portare a una svolta per la squadra, si sta rivelando forse l’unica vera nota lieta, sia per la sua personalità che per la sua capacità di incidere sul gioco.
Nella sfida contro l’Inter, Jimenez ha scelto il palcoscenico più prestigioso per confermare il suo valore. Nonostante i fischi legati al suo passato al Milan, il confronto acceso con Mkhitaryan e la pressione di una partita estremamente complicata, non ha esitato a tentare la giocata. Successivamente, quel destro dalla distanza, una prodezza che ha illuso i tifosi viola (sebbene Chivu nel post-partita abbia definito in modo poco generoso quel gol come “il tiro della domenica”), prima che il recupero trasformasse il sogno in un’altra sconfitta. Una rete bellissima, che non ha portato punti ma ha avuto un significato profondo.
Jimenez aveva già lasciato il segno contro il Napoli, segnando la sua prima rete in Serie A, e dopo la sosta a Genova un suo cross aveva causato l’autorete di Vasquez. La partita di Milano ha aggiunto un ulteriore tassello: quando il livello della competizione si alza, Jimenez non si tira indietro. In una squadra spesso limitata dalle proprie insicurezze, questa è una qualità di grande valore.