Alberto Malesani, che in passato ha guidato anche la Fiorentina, ha condiviso con Verona Network un ricordo speciale legato alla celebrazione del centenario del club viola. L’ex tecnico ha descritto la sua esperienza come un tifoso.
Il racconto del centenario viola
Malesani ha spiegato il suo desiderio di vivere la giornata da semplice sostenitore, un’emozione che non aveva mai provato prima. Il suo arrivo a Firenze è avvenuto in treno, recandosi poi a Santa Maria Novella. Dopo aver passeggiato per la città e rivisto alcuni luoghi a lui cari, si è diretto verso lo stadio. Lì, ha raccontato di essere stato accolto da circa cento tifosi che intonavano il suo nome, un’esperienza che ancora oggi gli provoca la pelle d’oca. Una volta entrato nello stadio, ha atteso coloro che arrivavano dal Viola Park. Tuttavia, dovendo prendere il treno delle 21:17, si è trovato in difficoltà quando l’orario di uscita era fissato per le 20:50.
In compagnia di Batistuta e Toldo, Malesani ha comunicato la necessità di partire. Di fronte allo stupore dei presenti, ha spiegato la sua urgenza. Nonostante la disponibilità di auto per accompagnarlo, gli è stato fatto notare che il traffico cittadino avrebbe reso impossibile raggiungere la stazione in tempo. L’idea è quindi venuta da uno degli autisti: chiedere a un tifoso se avesse uno scooter. Malesani ha così concluso la sua giornata da tifoso fino all’ultimo.
Successivamente alla partita, che ha visto la Fiorentina subire una sconfitta contro il Frosinone, Malesani non è stato chiamato sul prato per la festa del Centenario, nonostante la presenza di molte altre leggende del club. La sua assenza aveva suscitato interrogativi, ma l’ex allenatore ha chiarito la situazione a Il Corriere Fiorentino due giorni dopo. Ha spiegato che la sua partenza anticipata era dovuta all’esigenza di rientrare a casa, sottolineando la gentilezza ricevuta dalla Fiorentina. Ha inoltre elogiato l’accoglienza ricevuta al Franchi, definendola un’emozione unica e incomparabile con altre piazze calcistiche.