A diciannove anni appena compiuti, Franco Mastantuono ha esordito a San Siro, dimostrando di essere abituato a bruciare le tappe. L’anno di nascita, il 2007, viene spesso messo in secondo piano considerando le sue esperienze con la Nazionale argentina e le maglie prestigiose del River Plate e del Real Madrid. Un altro capitolo del suo già brillante curriculum si scriverà domenica alle 12.30, in occasione di Inter-Fiorentina. Mastantuono arriva a questo appuntamento dopo aver, almeno sulla carta, perso il confronto con un altro giovane talento argentino del campionato, Nico Paz. Tuttavia, ha anche mostrato di poter essere un elemento determinante, uno dei pochi portatori di genio nell’attuale rosa viola. Nonostante non abbia realizzato gol o assist contro il Como, ha cercato di prendersi la squadra sulle spalle: in 69 minuti ha completato quattro dribbling, vinto nove duelli e percorso 7,6 chilometri, rivelandosi uno dei più intraprendenti tra i giocatori della Fiorentina. Nico Paz, invece, in 61 minuti ha siglato una rete e un assist, influenzando l’andamento della partita a suo favore. La differenza, in sostanza, è stata determinata soprattutto dagli episodi e dalla concretezza, non dalla volontà di incidere. Un dettaglio ha marcato la differenza tra i due: a metà primo tempo, Mastantuono è scappato palla al piede e il connazionale lo ha fermato con un fallo, guadagnandosi un’ammonizione per interrompere la ripartenza. A inizio ripresa, in una situazione simile ma invertita, l’argentino della Fiorentina non è riuscito a fermare fallosamente la ripartenza del compagno di nazionale, che con un’azione solitaria ha superato il centrocampo e servito Douvikas per il definitivo 3-1.
Il sistema di gioco
In generale, il volume di gioco del talento di Azul è già notevole, e spiccano i 27 tiri totali tentati nei suoi primi spezzoni di Serie A. Solo Nico Paz, tra i giocatori con ruoli simili, tenta così frequentemente la conclusione. Questo elevato numero di soluzioni personali ha sollevato il dubbio: il numero trenta viola è forse troppo individualista? Il desiderio di cercare la conclusione da ogni posizione non nasce da un intento egoistico, ma spesso dalla consapevolezza di possedere un tiro che pochi altri hanno in Italia, unito alla mancanza di alternative valide. Mastantuono partirà ancora dalla fascia destra, ma la questione per Vanoli va oltre la semplice posizione in campo. L’argentino possiede qualità nell’uno contro uno, inventiva e personalità, ma necessita di essere messo nelle condizioni di sfruttarle senza dover costruire da solo ogni azione offensiva. Emiliano Viviano, ex portiere intervenuto su Radio FirenzeViola, ha evidenziato proprio questo limite: «Avete mai visto la squadra che porta Mastantuono ad avere occasioni? Mettimelo nove volte in uno contro uno come fa la Juve con Conceição, e poi vediamo». E ha aggiunto: «Agli esterni dovremmo lasciare l’uno contro uno, noi facciamo il contrario, chiediamo a lui di creare occasioni». Il punto è alleggerire il classe 2007 da alcuni compiti di prima costruzione, evitando di passargli il pallone sempre nella stessa zona per poi chiedergli di superare più avversari. Come sottolinea Viviano, «ha 19 anni, non è mica Yamal»: i margini di crescita e miglioramento nelle scelte sono inevitabili, ma non può essere sempre lui a dover risolvere le partite».
La sfida a San Siro
Contro l’Inter, priva di Lautaro Martinez, Mastantuono avrà una nuova opportunità per confermare le sue qualità e lasciare il segno in uno degli stadi più prestigiosi del mondo. Il talento è indubbio, come confermano i numeri della sfida con il Como: sette dribbling tentati, quattro riusciti, diciannove duelli ingaggiati. Dati che descrivono un giocatore che non si nasconde, cerca il pallone e prova a creare superiorità anche quando la squadra fatica a supportarlo. Ora spetta a Vanoli trovare il modo di valorizzarlo: il potenziale di Franco è evidente, ma per tradurlo in un rendimento costante serve una Fiorentina che gli fornisca riferimenti, soluzioni e la possibilità di attaccare l’uomo. A San Siro, la Scala del Calcio, un’altra occasione per fare un passo avanti.