Dopo un lungo periodo di inattività, Amir Richardson sta ritrovando la sensazione di essere un vero e proprio calciatore. Il suo ritorno in prestito al Le Havre segna un nuovo capitolo, club dove aveva iniziato la sua carriera da professionista in Ligue 2 prima del passaggio alla Fiorentina nell’estate del 2024. Il centrocampista marocchino, nato nel 2002, si era precedentemente distinto per un’esperienza poco proficua al Copenhagen, dove le presenze in campo erano state minime e il suo inserimento nel progetto tecnico danese era naufragato quasi subito.
Un’annata da dimenticare
La stagione precedente, il giocatore di proprietà della Fiorentina aveva totalizzato solamente 9 presenze, di cui appena 4 da titolare, distribuite tra l’Italia e la Danimarca. Questo rendimento deludente aveva comportato anche l’allontanamento dalla nazionale del Marocco, con cui l’ultima apparizione risale al settembre 2024. Escluso dai piani tattici di Pioli e non ritenuto utile nemmeno con l’arrivo di Vanoli, Richardson ha scelto di cambiare aria, facendo ritorno in Francia con l’obiettivo di rilanciarsi. Nelle ultime due uscite, ha addirittura avuto l’onore di indossare la fascia di capitano.
Richardson protagonista, ma il Le Havre fatica
Al Le Havre, il centrocampista mancino si è imposto come titolare inamovibile, disputando per intero tutte le prime 5 partite di campionato. L’unica eccezione è rappresentata dagli ultimi minuti della gara prima della sosta contro il Tolosa, giocata in trasferta. Nonostante la sua continuità, Richardson non ha ancora messo a segno reti né fornito assist. La squadra normanna, dal canto suo, ha raccolto solo 2 punti in 5 incontri, occupando l’ultima posizione in classifica. Il contratto di Richardson con la Fiorentina è valido fino al 30 giugno 2029