Il Comune di Firenze ha stabilito le linee guida per raggiungere un accordo definitivo con la Fiorentina riguardo alla gestione dello Stadio Franchi. Sono venti le prescrizioni emesse da Palazzo Vecchio in relazione alla proposta di project financing presentata dal club viola.
Le prescrizioni comunali per la concessione dello stadio
Venti sono le condizioni poste dal Comune sul tavolo negoziale per regolare la concessione, salvaguardare il patrimonio pubblico e definire le modalità operative dell’accordo. Il verbale della conferenza dei servizi contiene indicazioni precise su ricavi, controlli e garanzie necessarie per il progetto. Per quanto concerne la durata, la concessione sarà fissata a 60 anni, senza possibilità di proroghe automatiche, discostandosi dal meccanismo iniziale di 10+10+10 anni proposto. In questo scenario, il canone fisso potrebbe rimanere a zero, a condizione che tutti gli impegni economici e di manutenzione siano pienamente rispettati. Per quanto riguarda i lavori, il rischio legato alla costruzione della seconda fase graverà interamente sul concessionario, senza incrementi del contributo pubblico, salvo eccezioni previste dalla normativa. Qualora i costi superassero le aspettative o i ricavi fossero inferiori, tali circostanze non potranno costituire giustificazione per nuovi finanziamenti, estensioni temporali o riduzioni delle prestazioni a carico del Comune.
L’amministrazione comunale esige regole chiare sulla ripartizione degli eventuali profitti aggiuntivi. Le quote dovranno essere due, distinte e cumulabili: una legata all’incremento del margine operativo lordo di Stad Co (la società creata dalla Fiorentina per la gestione commerciale), da rafforzare con soglie e percentuali più vantaggiose per il Comune; l’altra relativa ai risultati delle attività gestite da Team Co (società incaricata della gestione sportiva) o da altri enti che traggono beneficio economico dallo stadio. Queste attività includono hospitality, servizi di alto livello, naming right, pubblicità, ristorazione, negozi, museo, visite guidate ed eventi non legati alle partite. Il naming commerciale richiederà l’approvazione preliminare del Comune. Il club dovrà presentare criteri, soglie, percentuali e garanzie. Per prevenire lo spostamento di ricavi tra società al fine di ridurre la quota spettante al Comune, il verbale introduce criteri contabili uniformi e clausole anti-elusive. Il concessionario rimarrà responsabile nei confronti del Comune per il versamento di entrambe le quote, anche in assenza di riscossione delle somme dovute dall’utilizzatore. Il corrispettivo per l’uso dello stadio dovrà essere trasparente e non potrà diminuire automaticamente in caso di risultati sportivi o commerciali inferiori alle previsioni.
Considerando l’adozione da parte della Fiorentina di un modello organizzativo basato su due società distinte, il Comune ha richiesto la massima trasparenza contabile al fine di garantire la corretta percezione della quota di profitti prevista dall’accordo. Le fonti di guadagno comprendono l’hospitality, i diritti sul nome dello stadio, la pubblicità, la ristorazione, il museo e tutti gli eventi collaterali alle partite. La bigliettazione potrebbe essere esclusa da questa ripartizione. Dal Viola Park hanno commentato: “Abbiamo ricevuto tutto lunedì – hanno dichiarato – Stiamo prendendo qualche giorno per analizzare il materiale e siamo disponibili a relazionarci col Comune per trovare l’intesa.”
Verifiche su lavori e usi pubblici dello stadio
Saranno implementati controlli rigorosi. I lavori di completamento cofinanziati dovranno essere sostenuti da Comune e concessionario in proporzione ai rispettivi impegni, procedendo parallelamente all’avanzamento delle opere. È necessario chiarire anche la questione del diritto di superficie. Il Comune intende verificare l’effettiva necessità di tale strumento per l’operazione, o se gli stessi obiettivi possano essere raggiunti con altri mezzi. Qualora venisse confermato, si dovranno definire i beni interessati e la durata. La convenzione dovrà altresì regolamentare gli usi pubblici dello stadio, specificando giorni, spazi, costi e responsabilità. Se verranno previste 20 giornate annue dedicate a tali usi, i relativi impatti economici dovranno essere simulati.
Infine, il rimborso al promotore non aggiudicatario sarà circoscritto alle spese documentate e congrue, con un limite massimo dello 0,5% del valore dell’investimento. Tutte le condizioni stabilite dovranno essere integrate nella proposta riformulata e negli atti contrattuali. In caso di accettazione parziale o di modifiche sostanziali all’impostazione generale dell’operazione, sarà necessaria una nuova valutazione dell’interesse pubblico e della congruità complessiva del progetto.