A causa dell’emergenza difensiva, Viery tornerà al centro della retroguardia. Il ventunenne brasiliano, acquistato in estate dalla Fiorentina come primo rinforzo per una cifra complessiva di 17 milioni di euro, affiancherà con ogni probabilità Dragusin contro l’Atalanta. Il giovane è chiamato a dimostrare maggiore sicurezza, attenzione e affidabilità. Sebbene sia giusto concedere un periodo di ambientamento a tutti i giovani stranieri, è giunto il momento per lui di mostrare concreti progressi dopo una serie di errori evidenti. La Fiorentina ha bisogno di lui, sia per il presente che, considerato l’investimento effettuato, per il futuro.
Ruoli in campo
In campionato, Viery ha collezionato sei presenze per un totale di 402 minuti. Quattro delle gare sono state disputate da titolare, affrontando Torino, Venezia, Napoli e Como. In queste partite è stato impiegato sia come difensore centrale che come terzino sinistro. Contro il Torino ha giocato al centro della difesa, mentre nelle altre tre partite ha agito sull’out di sinistra. Nelle occasioni in cui è subentrato, è sempre stato schierato da centrale: 29 minuti contro il Frosinone, 45 minuti contro il Genoa e 39 minuti contro l’Inter. Il suo approccio irruento e deciso gli è costato due cartellini gialli, uno dei quali non del tutto meritato contro il Genoa, l’altro domenica a San Siro. Anche sotto questo aspetto, dovrà imparare a gestire meglio le sue energie e la sua condotta.
Le difficoltà
L’impiego sulla fascia sinistra lo ha esposto a difficoltà fin troppo evidenti. Con il Venezia se l’è cavata pur senza eccellere, mentre contro il Napoli Vanoli lo ha sostituito dopo un primo tempo di enorme sofferenza nei confronti di Politano. Contro il Como, la sua responsabilità è emersa sui primi due gol subiti: ha concesso troppo spazio a Liberali per calciare di sinistro e successivamente ha fatto poco o nulla per disturbare Nico Paz in occasione del raddoppio. A San Siro, invece, l’arbitro Mariani lo ha graziato dopo un fallo da rigore commesso in area su Thuram. Ora, però, è il momento di guardare avanti, dimostrando di poter aiutare la Fiorentina ad uscire dalla crisi