Acquistato dal Gremio per una cifra prossima ai 17 milioni di euro, Viery ha rappresentato il primo innesto della Fiorentina in questa sessione di mercato. Un segnale della fiducia della dirigenza, che ha investito una somma considerevole su un giovane dal potenziale notevole, sebbene ancora da affinare. La sua fisicità e l’impeto sono tratti distintivi del suo gioco, spesso utilizzati per compensare alcune sue debolezze difensive, come evidenziato da una statistica specifica.
Un difetto ricorrente
Considerando il periodo dal 15 maggio fino a sabato scorso, Viery ha collezionato dodici apparizioni, equamente divise tra il Gremio e la Fiorentina. In tutte queste partite, il difensore centrale brasiliano ha commesso almeno un fallo, ricevendo tre ammonizioni, l’ultima delle quali contro il Genoa. Sebbene commettere falli sia usuale per un difensore, ciò che salta all’occhio è la continuità di questa abitudine, una costanza che nessun altro difensore con cui ha condiviso il campo, sia in Brasile che in Italia, ha mostrato.
I numeri del suo temperamento
In questo inizio di stagione in Italia, il suo score è di 1.5 falli a partita, dato in linea con quanto registrato nel precedente campionato brasiliano. Tuttavia, nella Copa Sudamericana, competizione paragonabile alla nostra Europa League, i suoi numeri aumentano, raggiungendo i 2.2 falli a partita, che gli sono costati due ammonizioni. La dinamica dell’ammonizione rimediata contro Osmajic in occasione della sfida con il Genoa riflette un copione già visto: eccessiva esuberanza in situazioni che non la richiedevano.
Se si riesce a limare questo aspetto, Viery può certamente rivelarsi un elemento prezioso per la squadra. Certamente, il suo continuo adattamento tra il ruolo di esterno e centrale di difesa non lo agevola. Tuttavia, quando l’irruenza si tradurrà in un’ammonizione superflua, o in una marcatura saltata, il rammarico sarà inevitabile. Pertanto, questa sua indole necessita di un’attenta gestione