Nella campagna acquisti estiva, pianificata secondo le direttive di Fabio Paratici, la Fiorentina ha prioritariamente rinforzato la difesa. Già nei primi otto giorni di trattative, il direttore sportivo viola aveva assicurato l’arrivo di Viery, giovane di potenziale, e di Radu Dragusin, giocatore affermato chiamato a ritrovare la sua migliore forma.
Attese elevate, poi la realtà
Le aspettative nei confronti del roccioso difensore rumeno erano elevate. Parte del merito andava alla particolare attenzione mediatica che lo circondava dopo un precedente interesse nel mercato di gennaio, periodo in cui il suo agente aveva dichiarato che ‘i gladiatori stanno bene a Roma’, in riferimento a presunte voci su un interesse della squadra giallorossa. Inoltre, dopo una stagione difficile culminata con una salvezza sofferta, i tifosi desideravano un punto fermo che infondesse sicurezza. Arrivato dal Tottenham, dopo un grave infortunio al crociato che lo aveva tenuto lontano dai campi per quasi dodici mesi, Dragusin sembrava destinato a diventare il pilastro difensivo della stagione. Tuttavia, nonostante siamo ancora a novembre, i risultati non sembrano rispecchiare le speranze.
Alla ricerca di un cambio di passo
Non si può attribuire esclusivamente a lui la fragilità difensiva della Fiorentina, ma l’inizio di campionato di Dragusin in Serie A si sta rivelando quasi disastroso. Il centrale ha collezionato una serie di errori e distrazioni, l’ultimo dei quali contro il Sassuolo con un’uscita avventata che ha spalancato la strada a Laurienté per il gol del vantaggio. Queste sviste sono costate molto care alla Fiorentina. Consapevoli che il suo vero valore sia superiore a quanto mostrato finora, è necessaria una scintilla che lo sblocchi mentalmente, permettendogli di diventare ciò che manca a questa Fiorentina: un leader della retroguardia, una figura di riferimento capace di infondere certezze anziché dubbi. Questo è fondamentale soprattutto se dovrà svolgere un ruolo di guida per Viery, un giocatore che, pur non essendo un terzino, necessita di apprendere il ‘mestiere’ della Serie A per completare la sua maturazione.