Un vecchio adagio recita: “Se Atene piange, Sparta non ride”. Questa frase sembra calzare a pennello con la situazione offensiva che vede contrapposti Mateo Pellegrino e Norberto Beto. Mentre il giocatore portoghese non ha ancora trovato la via del gol, Pellegrino, che ha accumulato più minuti in campo e si trova in squadra da più tempo, è fermo a due reti in campionato, entrambe realizzate contro Torino e Venezia. Ci si interroga quindi sul motivo per cui i due attaccanti non riescano a segnare con continuità: si tratta di un semplice periodo negativo, comune a molti centravanti, o di una problematica legata al gioco che non li mette nelle condizioni ideali per rendersi pericolosi?
La visione di Vanoli
Interpellato direttamente sulla questione, l’allenatore ha fornito la sua spiegazione riguardo alle difficoltà dei due attaccanti: “Il mio desiderio è che giochino per il bene della squadra, poi le reti arriveranno. Dobbiamo migliorare nell’approccio alla porta avversaria e comprendere che loro prediligono maggiormente il cross. Sono aspetti legati alla conoscenza reciproca, e certamente dobbiamo essere più efficaci nel servire la punta. Con Njie abbiamo lavorato intensamente e lui è riuscito a segnare. Preferisco un giocatore che arrivi in zona gol, poi gli insegneremo a finalizzare”.