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Pellegrino titolare: scelta obbligata o di qualità?

Mateo Pellegrino è l’attaccante titolare scelto da Paolo Vanoli. Su 7 partite a disposizione, l’allenatore viola lo ha scelto per 5 volte dal 1′, anche se sia alla prima occasione che al rientro dalla lunga sosta per le nazionali, il posto è stato affidato, senza successo, al collega di reparto Beto.
Pellegrino titolare: scelta obbligata o di qualità? Pellegrino titolare: scelta obbligata o di qualità?

Mateo Pellegrino occupa attualmente la posizione di centravanti titolare nelle scelte di Paolo Vanoli. Su 7 incontri disputati, l’allenatore lo ha schierato dal primo minuto in 5 occasioni. Tuttavia, sia all’esordio che dopo la pausa per le nazionali, la maglia da titolare è stata affidata senza successo al compagno di reparto Beto. Nelle ultime tre partite, l’argentino è stato impiegato solo negli scampoli finali del match perso a Milano contro l’Inter. Le indicazioni suggeriscono che anche per la prossima gara di lunedì toccherà ancora a lui.

La decisione di puntare sulla continuità per l’attaccante è comprensibile, dato che questo ruolo necessita di fiducia per esprimersi al meglio, anche in assenza di prestazioni realizzative significative. Sarà il tempo a stabilire se la scelta di Vanoli si rivelerà vincente. Considerando lo stato di forma attuale di Beto, è improbabile che si possa trovare un’alternativa più convincente nel reparto offensivo. Pellegrino appare più in palla, sebbene dalla sua prima apparizione con Vanoli in panchina, nella trasferta di Venezia, non sia ancora riuscito a fornire contributi decisivi in termini di gol o assist.

Dubbi sul livello degli attaccanti

Al momento, né Pellegrino né Beto hanno dimostrato un rendimento di alto livello sul terreno di gioco. Le loro prestazioni non sembrano allinearsi alle aspettative suscitate dalle dichiarazioni estive di Paratici, che aveva parlato di attaccanti al livello o superiori a Moise Kean. La scelta di schierare Pellegrino con regolarità sembra derivare più dalle condizioni fisiche del compagno di squadra che dalle sue effettive dimostrazioni in campo. L’ex giocatore dell’Udinese non ha ancora palesato le sue qualità, e a due mesi dal suo arrivo, il suo scarso rendimento non può essere giustificato dalla forma fisica. Anche Kean sta affrontando un periodo difficile, segnato da un lungo stop per infortunio che ha richiesto un intervento chirurgico alla tibia e da dichiarazioni critiche di Fabregas. Tuttavia, la situazione di Kean non riguarda più la Fiorentina, nonostante un Kean in versione Palladino avrebbe potuto offrire un contributo maggiore rispetto agli attuali centravanti a disposizione.

Il supporto necessario per Pellegrino

Superando i rimpianti per il passato, l’attenzione si sposta ora sulla prossima partita contro il Sassuolo. Ci si aspetta di vedere Pellegrino schierato da titolare per la quarta volta consecutiva. Sarebbe auspicabile un impianto di gioco capace di valorizzare maggiormente le sue caratteristiche, rispetto a quanto visto finora sotto la guida di Grosso e con l’attuale gestione di Vanoli

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