Dark Mode Light Mode

Ricevi il meglio delle notizie sulla Fiorentina

Iscrivendoti confermi di aver preso visione della nostra Privacy Policy e Cookie Policy
Follow Us

Ricevi il meglio delle notizie sulla Fiorentina

Iscrivendoti confermi di aver preso visione della nostra Privacy Policy e Cookie Policy

Ricordo di Bernardo Rogora, “Roccia” della Fiorentina del ’69

Si è spenta un’altra figura chiave dello scudetto della Fiorentina conquistato nel 1969. All’età di 88 anni è venuto a mancare Bernardo Rogora, terzino destro noto per la sua solidità in campo. Il suo soprannome era Roccia, attribuito alla sua notevole prestanza fisica.
Ricordo di Bernardo Rogora, "Roccia" della Fiorentina del '69 Ricordo di Bernardo Rogora, "Roccia" della Fiorentina del '69

Si è spenta un’altra figura chiave dello scudetto della Fiorentina conquistato nel 1969. All’età di 88 anni è venuto a mancare Bernardo Rogora, terzino destro noto per la sua solidità in campo. Il suo soprannome era Roccia, attribuito alla sua notevole prestanza fisica. Mario Brugnera, compagno di squadra di Rogora fino al 1968, ha ricordato: “Se gli andavi addosso, ti facevi male”. Brugnera ha aggiunto: “Era ben piantato a terra, sapeva sempre come affrontarti. Lo ricordo nelle partitelle, mi marcava e mi diceva: ‘Così mi abituo a controllare i più forti’.

Ciccio Esposito, che vinse lo scudetto con Rogora, ha aggiunto: ”Ero un bambino, lui aveva dieci anni più di me e rappresentava un punto di riferimento, un esempio, così come Brizi e Ferrante. Era una persona squisita e dal punto di vista calcistico un gran marcatore. Noi lo chiamavamo anche Mastino. Era veloce e agonisticamente sempre efficace. Ma aveva anche un bel piede perché tirava pure da metà campo. Riva, Prati, Boninsegna erano attaccanti che toccavano spesso a lui ma riusciva a cavarsela sempre bene. Fisicamente era una bestia“.

Il calcio e la pesca delle trote

Rogora, originario della provincia di Varese, giunse alla Fiorentina proveniente dal Padova nel 1965. In quegli anni, la squadra viola allenata da Chiappella stava costruendo le fondamenta per il futuro successo. La formazione della cosiddetta Fiorentina yè-yè annoverava tra i suoi elementi di spicco Esposito, Chiarugi, Merlo, De Sisti e, appunto, Brugnera. “Rogora era un terzino che poteva giocare anche da stopper – ha proseguito Brugnera – era un tipo abbastanza silenzioso ma il suo compito lo svolgeva sempre bene. Sull’uomo, ripeto, era fortissimo. Correva forte e sapeva anche giocare a calcio. Ma ricordo anche quando il lunedì si partiva per Pontassieve insieme ad un nostro amico, il barbiere di Via Carnesecchi, e andavamo a pescare le trote. Non sapevamo neanche cosa fossero le trote però era un modo insieme divertendosi. E poi si andava sempre a pranzo a Pontassieve in un ristorante che era diventato il nostro punto di riferimento

Commenta l'articolo Commenta l'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News precedente
Fiorentina, Samardzic torna un'idea per gennaio

Fiorentina, Samardzic torna un'idea per gennaio

News successiva
Paulo Sousa, un nome per la Dinamo Zagabria: un passato viola

Paulo Sousa, un nome per la Dinamo Zagabria: un passato viola