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Fiorentina, cambi societari: è difficile fare il dirigente a Firenze?

La Fiorentina sta apportando modifiche al proprio organico societario, cercando un nuovo uomo marketing. I recenti cambiamenti sono anche legati alla gestione dell’organizzazione del centenario, considerata un autogol.
Fiorentina, cambi societari: è difficile fare il dirigente a Firenze? Fiorentina, cambi societari: è difficile fare il dirigente a Firenze?

La Fiorentina, in attesa della ripresa delle attività agonistiche, apporta modifiche al proprio organico dirigenziale. Si sta cercando una figura esperta nel settore marketing per una gestione completa dell’area legata al club viola, dato che le recenti esperienze in questo ambito non hanno prodotto i risultati sperati.

Il centenario, un passo falso

I cambiamenti societari sono anche una conseguenza della gestione dell’organizzazione per il centenario del club, evento che è stato considerato un autogol. Le criticità emerse includono la dichiarazione di Joseph Commisso a uno stadio non gremito al termine della serata, l’omissione di diverse figure storiche della Fiorentina legate agli scudetti, la confusione nella presentazione dei calciatori presenti e la scelta di organizzare una celebrazione simile subito dopo una sconfitta in Serie A.

Sebbene le responsabilità finali ricadano su un singolo individuo, è ormai da tempo che la Fiorentina, e non solo questa dirigenza, vede l’inserimento di figure professionali, anche con ruoli di rilievo, seguito da un allontanamento dopo pochi mesi. L’esempio più recente è quello di Francesco Picciotto, arrivato sei mesi fa e prossimo all’addio secondo diverse fonti. In precedenza, si era verificato un caso simile con Matteo Dovellini, uno dei pochi fiorentini ad aver raggiunto posizioni di rilievo nel club, assunto nonostante la giovane età e l’inesperienza specifica, e posto a capo della comunicazione come ‘press office referent‘.

Decisioni rischiose

Anche la sua permanenza è durata solo pochi mesi, prima dell’addio. Queste decisioni appaiono rischiose e chiaramente errate, con conseguenze che ricadono, purtroppo, sui professionisti coinvolti, spesso criticati per una presunta mancanza di esperienza, un aspetto prevedibile se non si offre un percorso di crescita all’interno del contesto aziendale. Le scelte riguardano sia le figure professionali selezionate sia gli incarichi loro affidati.

Ci si interroga inoltre sulla supervisione di tali decisioni: l’organizzazione di un evento di tale portata mediatica come il centenario viola non può essere stata responsabilità di una sola persona. Si tratta di una problematica che affligge la Fiorentina da anni e che si auspica possa essere risolta. Si dovrebbe premiare il merito e non le relazioni personali, ma forse questa è solo un’utopia. Si attende di vedere chi sarà il prossimo dirigente, poiché si vocifera di ulteriori cambiamenti e rivoluzioni all’interno della società. Bisogna quindi tenere gli occhi aperti per eventuali sorprese.

Nel frattempo, figure come Giancarlo Antognoni e Giovanni Galli sono attive in ambito nazionale, mentre altri ex giocatori con un forte legame con la Fiorentina si destreggiano tra collaborazioni con siti, giornali e radio. Tuttavia, i curriculum sembrano avere un peso sempre minore, non solo a Firenze. In generale, sia in campo che fuori dal campo, c’è ampio margine di miglioramento.

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