Durante la presentazione del suo nuovo libro, intitolato “Una vita da dieci”, avvenuta al Festival dello Sport di Trento, Giancarlo Antognoni, icona storica della Fiorentina e indimenticato numero dieci, ha toccato argomenti che vanno oltre il passato, includendo anche la sua attuale posizione all’interno del club e la sua assenza alle celebrazioni del centenario. “Non comprendo le ragioni della mia esclusione dal club”, ha dichiarato Antognoni, “credo che figure di rilievo come la mia possano contribuire a stemperare le tensioni tra i sostenitori e la dirigenza”.
Rapporti con i presidenti
Riguardo ai presidenti Cecchi Gori e Della Valle, Antognoni ha espresso un giudizio articolato. Di Vittorio Cecchi Gori ha detto: “Per me è stato un presidente appassionato e di grande importanza. La nostra divergenza nacque dalla scelta di Terim, che poi Vittorio stesso allontanò. Oggi, Vittorio comunica esclusivamente con me, avendo interrotto i rapporti con altri suoi presunti ‘amici’.” Sul conto di Andrea Della Valle, Antognoni ha aggiunto: “Inizialmente pensavo mi avrebbe considerato, ma ciò avvenne solo quando si trovò in difficoltà con il pubblico. Ho compreso la situazione, non sono uno sprovveduto, e accettai di partecipare alla festa per i 90 anni a una condizione: che mi venisse data considerazione, cosa che poi accadde”.
Il rapporto con Commisso e Barone
Parlando di Rocco Commisso, Antognoni ha ricordato: “Avevo già preparato il contratto e lo presentai personalmente a Firenze. Mi sembrò una persona serena e normale, ma in seguito ci furono delle complicazioni legate a Barone, e il trattamento ricevuto non fu dei migliori”.
Affrontando il tema del centenario e dei dissapori con Joe Barone, l’ex calciatore ha chiarito la sua posizione: “Non sono contrario ai tifosi, anzi, sono dalla loro parte. Barone mi propose un ruolo che ritenevo ‘denigratorio’. Sebbene i giovani mi interessino molto, in quel frangente non potei accettare e ciò portò a un contrasto. Mi ripromisi allora: ‘Questa me la faccio pagare’ e decisi di non partecipare al centenario. È una mia scelta, maturata cinque anni fa, e spero che i tifosi possano comprenderla senza opporsi a me. La mia dignità non è negoziabile”.