Bernardo Brovarone, intervenuto nel corso del Pentasport di Radio Bruno, ha analizzato due questioni cruciali emerse in casa Fiorentina in seguito alla recente sconfitta rimediata a Genova.
Il comportamento in campo
“La domanda che molti si pongono è: dopo tre settimane e dopo aver dato segnali di essere ascoltati all’interno della società, Vanoli arriva a Marassi, in una partita tradizionalmente difficile. Mi chiedo cosa passi per la testa di questi giocatori. Con risorse economiche e ambizioni nettamente inferiori, la Fiorentina dei tempi in cui seguivo la squadra dalla Curva offriva ai tifosi il privilegio di vedere ragazzi che, in ogni situazione, si caricavano con la passione dei supporter traendone un enorme beneficio. Oggi, invece, non si riesce a cambiare marcia da dieci anni, si offende l’intero ambiente e si percepisce che questi atleti subiscono un’intensità emotiva tremenda, tipica di una piazza calcistica così raccolta e appassionata come quella viola”.
La figura di Paratici
“Cosa sta succedendo a Firenze? Ammiro quasi Paratici per la sua preparazione, che ritengo invidiabile, ma la costruzione di una squadra da zero mette in luce le competenze: sono sorpreso e deluso dall’andamento attuale. Tuttavia, è necessario comprendere il motivo di questa mancanza di reazione: il Cagliari, pur disponendo di giocatori con caratteristiche tecniche inferiori alle nostre, dimostra una fame agonistica che incute timore. Sebbene i contesti siano differenti, anche qui bisogna cercare di costruire qualcosa di solido. Oppure si intende continuare a sperperare denaro in questa situazione di sofferenza