Il trequartista della Fiorentina Pedro Gonçalves sta bene, un fatto che per Paolo Vanoli è prioritario. Il tecnico riconosce nel giocatore portoghese il suo elemento offensivo con il maggior numero di reti e passaggi decisivi all’attivo. Tuttavia, le sue condizioni fisiche non sembrano ancora sufficienti per garantirgli un impiego da titolare.
Le valutazioni del tecnico su Gonçalves
“Ho espresso ampiamente il mio apprezzamento per le sue qualità, così come per quelle di Oulai – ha dichiarato Vanoli – Tuttavia, devo considerare anche l’equilibrio generale della squadra. Il talento puro non è sufficiente. Gonçalves è un giocatore di valore, ma è fondamentale che sia utile alla manovra collettiva. Ricordo che lo scorso anno ha disputato un’ottima stagione con lo Sporting, in un contesto di squadra ben strutturato. Lui è arrivato da noi tardi, dopo essere stato messo da parte dallo Sporting, e necessita di tempo per recuperare la piena condizione fisica. Il mio desiderio sarebbe schierare tutti i giocatori di qualità a disposizione, ma è necessario saper gestire anche le fasi difensive: lì risiede l’equilibrio. Vorrei valorizzare le sue doti senza costringerlo a coprire troppo campo: nel reparto avanzato, ritengo sia quello con più gol e assist.”
Recupero della forma o talento isolato?
Gonçalves è giunto alla Fiorentina il 2 settembre, in prestito con obbligo di riscatto fissato a 22,5 milioni dallo Sporting Lisbona. La sua estate è stata caratterizzata da una separazione dal club portoghese, con il giocatore messo sul mercato. Situazioni simili possono capitare anche ai migliori talenti, e a chi ha fatto la storia di un club. Indubbiamente, recuperare la forma fisica e il ritmo partita richiede del tempo. La sosta per le nazionali avrebbe dovuto favorire il suo inserimento e permettergli di accumulare minuti nelle amichevoli disputate al Viola Park contro Signa e la Primavera, ma evidentemente non è stato sufficiente. Attualmente, Gonçalves ha accumulato solo 84 minuti complessivi tra Serie A e Coppa Italia, un minutaggio insufficiente per ritrovare la piena efficienza. Vanoli sembra contraddirsi quando afferma di non volerlo far correre ma di voler esaltare le sue doti. La verità sembra risiedere in quell’espressione “talento fine a se stesso” che sia Vanoli, sia precedentemente Grosso (che gli aveva concesso 11 minuti al suo arrivo), faticano a gestire senza compromettere l’equilibrio tattico della squadra.