Il 25 agosto 2025, Roberto Piccoli diventava ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina. Il suo arrivo avvenne in un periodo di grande entusiasmo per il progetto tecnico guidato da Stefano Pioli, con l’obiettivo di affiancare Moise Kean in un reparto offensivo che comprendeva anche Edin Dzeko, attaccante con oltre 450 reti all’attivo. Meno di un anno dopo, lo stesso attaccante si appresta a lasciare il club a testa bassa, dopo una stagione deludente e un’estate che ha visto profondi cambiamenti.
Un anno difficile
Tra queste due estati si colloca un’intera annata sportiva. Piccoli ha collezionato quarantatré presenze con la maglia viola, segnando 8 reti, di cui 4 in campionato. Un bottino che appare modesto se confrontato con i 25 milioni di euro più 2 di bonus sborsati dalla Fiorentina per acquistarlo dal Cagliari, una cifra che stupì persino l’allora Direttore Sportivo sardo, Guido Angelozzi, il quale commentò: “Nemmeno il presidente pensava di guadagnarci così tanto”. Con il senno di poi, è facile analizzare l’investimento tecnico, sebbene nell’agosto 2025 pochi si fossero scandalizzati per l’acquisto di un attaccante di 24 anni reduce da un campionato con più di dieci gol. Tuttavia, sul campo, Piccoli con la maglia numero novantuno non è mai apparso completamente a suo agio. Ciò non è dipeso esclusivamente da lui: oltre alla valutazione di 25 milioni, ha pesato un contesto tecnico poco favorevole, che ha offuscato anche talenti più affermati. Per diverse partite, il giocatore classe 2001 è sembrato inadeguato, e al di là di qualche sprazzo di talento – come un gol contro il Bologna, segnato poche ore dopo la scomparsa di Rocco Commisso – la sua esperienza a Firenze è rimasta anonima.
Le valutazioni economiche
Nonostante le difficoltà, fino a poche settimane fa la Fiorentina sembrava orientata a proseguire il rapporto con il giocatore. Questo era dovuto sia alla convinzione di Fabio Grosso di poterlo valorizzare (le sue caratteristiche potevano adattarsi meglio al suo gioco rispetto a quelle di Moise Kean), sia alla difficoltà di gestire l’ingente esborso iniziale. Tornando ai 25 milioni, questa cifra ha rappresentato l’origine delle problematiche, rendendo complessa una sua cessione senza subire una significativa minusvalenza. Tuttavia, la situazione è mutata, anche grazie all’intervento di Fabio Paratici. Si è così aperta la possibilità di un trasferimento al Bologna, squadra che inizialmente aveva manifestato interesse per un prestito con diritto di riscatto, salvo poi fare un passo indietro. La svolta è arrivata con la garanzia dell’obbligo di riscatto, condizione necessaria per sbloccare l’operazione. Inizialmente, le posizioni erano distanti: il Bologna puntava solo sul riscatto, mentre la dirigenza viola era irremovibile. La soluzione finale ha accontentato entrambi i club. Roberto Piccoli si trasferirà dalla Fiorentina al Bologna con la formula del prestito con obbligo di riscatto fissato a 18 milioni di euro, vincolato al mantenimento della categoria da parte del club rossoblù. L’accordo prevede inoltre una percentuale del 10% sulla futura rivendita a favore della Fiorentina.
Il costo dell’operazione
Come anticipato, la situazione contabile della Fiorentina ha influenzato la trattativa. Dopo l’acquisto dal Cagliari per 25 milioni, il valore residuo del giocatore a bilancio si attestava intorno ai 20 milioni di euro. Una cessione a questa cifra avrebbe permesso ai viola di evitare una minusvalenza. Con la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto, la Fiorentina potrebbe ulteriormente ridurre la cifra necessaria per non registrare una perdita, potenzialmente anche sotto i 15 milioni. La trattativa, quindi, ha considerato non solo il valore di mercato di Piccoli, ma anche le esigenze finanziarie del club. Sulla base delle cifre coinvolte nell’operazione, la Fiorentina sembra aver scongiurato il rischio di una minusvalenza.