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Terim: “Firenze sarà sempre importante per me. La Coppa Italia 2001 è anche mia”

L’ex tecnico Fatih Terim ha partecipato a un pranzo di gala al Viola Park, celebrando i 100 anni della Fiorentina. Ha ricordato con affetto la sua esperienza in viola, definendo Firenze una seconda casa e sottolineando l’importanza della Coppa Italia vinta nel 2001.
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L’ex allenatore Fatih Terim ha partecipato oggi a un pranzo di gala presso il Viola Park. Durante l’evento, ha rilasciato alcune dichiarazioni:

“Sono molto felice di essere qui: Firenze sarà sempre una città di grande importanza per me. Ho sempre detto che per me sarà una seconda casa. È inoltre un grande onore ricevere questo invito. Auguro alla Fiorentina i migliori auguri per i suoi 100 anni, un anniversario significativo per la città e per l’Italia intera”.

Ricordi indelebili dalla stagione viola

Terim ha rievocato la sua esperienza in viola: “Quando allenavo qui nel 2001, disputammo molte partite memorabili. Come dimenticare quelle contro il Milan e l’Inter? Anche il 3-3 esterno contro la Juventus è impresso nella mia memoria. Ho sempre percepito il rispetto dei miei giocatori in quella stagione: ricordo Tolto, Torricelli, Vanoli, Repka, Rui Costa, Nuno Gomes, Chiesa, Di Livio e molti altri. Un pensiero speciale va anche ai tifosi viola, che non dimenticherò mai per il loro sostegno costante che ci ha trascinato ovunque”.

La Coppa Italia del 2001: “Un po’ anche mia”

L’allenatore ha aggiunto un pensiero sulla vittoria della Coppa Italia: “La finale contro il Parma, che seguii da Istanbul, posso dire che è anche un po’ mia. Sono molto contento che la Fiorentina sia riuscita a conquistare quel trofeo. Non ho dimenticato nemmeno lo striscione che i tifosi mi dedicarono: anche la mia famiglia conserverà per sempre un ricordo indelebile della città e dei suoi abitanti”.

Un ringraziamento speciale ai giornalisti

Terim ha poi concluso con un ringraziamento ai giornalisti: “Voglio ringraziare anche loro. Ricordo che i primi due mesi il rapporto non fu dei migliori. Poi, organizzammo una cena che ci permise di capirci meglio, me compreso”.

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