Presente al Viola Park per il pranzo dedicato agli ex viola in occasione del Centenario della Fiorentina, Gonzalo Rodriguez, ex difensore e capitano del club, ha condiviso le sue impressioni con i media.
“È un regalo essere qui, stiamo godendo questo momento. La cosa più importante è che la Fiorentina si ricordi ancora di noi. Sembra ieri da quando siamo arrivati, eravamo in un albergo a Bagno a Ripoli e oggi siamo ancora qui. È sempre bello tornare e vedere tutta questa gente, fenomeni che hanno giocato nella Fiorentina. Per me è un lusso”.
La Fiorentina attuale
Riguardo alla squadra che sta nascendo quest’anno, Gonzalo ha affermato: “Ha bisogno di tempo. È una Fiorentina nuova, con tanti giocatori e un allenatore nuovi, quindi necessita di tempo per conoscersi e trovare la propria identità. Sono state giocate solo due partite, quindi speriamo che oggi arrivi una vittoria, così festeggiamo tutti”.
Il centravanti Pellegrino
Analizzando Mateo Pellegrino, l’ex capitano ha dichiarato: “È bravo, è un centravanti forte, alto. È importante perché la Fiorentina ha bisogno di un giocatore così”.
I nuovi arrivati
Sui nuovi acquisti, Gonzalo ha aggiunto: “È difficile dirlo perché è appena iniziato tutto. A me quello che piace di più è Fagioli, è un giocatore completo. Ci aspettiamo molto da lui”.
L’adattamento di Mastantuono
Sulle aspettative per Franco Mastantuono, Rodriguez ha spiegato: “Franco è un giocatore che ha 19 anni, quindi ha ancora bisogno di adattarsi al calcio italiano. Non è facile per gli attaccanti, perché qui i difensori sono più duri e più forti. Ha bisogno di quel periodo di adattamento che hanno tutti i giocatori, a maggior ragione uno di 19 anni”.
L’importanza dell’identità di gioco
Ripensando al passato, Gonzalo ha sottolineato: “È importante perché, alla fine, è quello che ti permette di giocare tutte le partite allo stesso modo e di fare un bel calcio. È quello che è successo a noi. Ma ci vuole tempo. Non si può fare in una o due partite: l’allenatore ha bisogno di lavorare, sono arrivati tanti giocatori nuovi e l’adattamento al calcio italiano non è facile. Speriamo di vincere, perché i risultati ti fanno lavorare meglio. Quindi speriamo di vincere”.
Il segreto del gruppo
Infine, sull’unità del gruppo del passato: “Sì, è importantissimo il gruppo: trovarsi bene con i compagni, lottare tutti insieme per un obiettivo, che è quello di far vincere la Fiorentina. Noi ce l’avevamo e speriamo che anche questa Fiorentina possa trovare questa unità di gruppo, perché è importantissima”.