Il mercato della Fiorentina si è concluso. L’obiettivo di Paratici era quello di rimodellare la squadra dopo un’annata deludente, e in questo senso ha lavorato per portare a termine diverse operazioni.
Tuttavia, i risultati sul campo non sono ancora soddisfacenti, così come le prime apparizioni di Fabio Grosso sulla panchina viola. Nonostante gli investimenti significativi sul fronte acquisti e alcune cessioni, la squadra sembra ancora alla ricerca di un’identità. L’addio di Moise Kean, avvenuto in circostanze poco chiare, ha lasciato perplessi. La cessione del giocatore, per circa 40 milioni, è considerata da molti un prezzo inferiore al suo reale valore. L’arrivo di Beto al suo posto, sebbene sia stata la mossa finale, non ha convinto appieno. La difesa, con i nuovi innesti, non ha ancora mostrato solidità.
Le dichiarazioni della società viola, che promettevano un sostituto di Kean di pari o superiore livello, sembrano ora un azzardo, soprattutto in un contesto esigente come quello di Firenze. Il nuovo direttore sportivo, pur apprezzato per aver portato giovani di talento, ha incontrato difficoltà nelle operazioni in uscita. La permanenza di giocatori come Nicolò Fagioli e Dodô, per ragioni differenti, suggerisce che la Fiorentina non sia riuscita a massimizzare le proprie mosse di mercato.
Sarà necessario tempo e pazienza per amalgamare la nuova rosa, anche se la tifoseria sembra averne già poca. Dopo le prime due giornate del campionato, con zero punti, sette reti subite e zero gol fatti, la domanda più pressante è se la scelta di Grosso come allenatore sia stata quella giusta. L’intero futuro della stagione potrebbe dipendere da questo interrogativo. La prossima partita contro il Torino assume già un peso notevole, dato che i numeri attuali sono inaccettabili dopo un mercato così attivo.