Esistono dinamiche difficilmente invertibili, come l’accoglienza ambientale riservata a un nuovo allenatore. Il destino di Fabio Grosso sembra ormai segnato, con l’esasperazione della Curva dopo la terza sconfitta stagionale in altrettante partite. Difficile ricordare un periodo così breve per esaurire il credito iniziale, mai elevato per Grosso. La Fiorentina, inoltre, non aveva mai iniziato una stagione così male dagli anni ’30, arrivando da un’annata deludente. L’ambiente non può certo mostrare pazienza in queste circostanze.
Quando avverrà il cambio?
La sensazione è che sia solo una questione di tempo. Appare improbabile che un tecnico in queste condizioni possa ribaltare la situazione in corso d’opera, portandosi dietro un bagaglio di risultati negativi dopo due mesi di lavoro senza mostrare nulla.
La pausa potrebbe essere un vantaggio
Quest’anno, le soste di settembre e ottobre sono state unificate, con il campionato che si fermerà per tre settimane anziché le consuete due. Questo periodo di inattività potrebbe favorire la Fiorentina e l’eventuale nuovo allenatore, che non si troverebbe a dover affrontare partite imminenti. Sarebbe opportuno agire tempestivamente per evitare di trovarsi nuovamente in una situazione critica a dicembre, con soli 6 punti in classifica.