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Conference League, il paradosso: la Fiorentina cerca nuove ambizioni

Un anno fa la Fiorentina era ai playoff di Conference League contro il Polissya. Oggi, con un nuovo entusiasmo e un mercato ambizioso, la squadra viola punta a palcoscenici europei più prestigiosi.
Conference League, il paradosso: la Fiorentina cerca nuove ambizioni Conference League, il paradosso: la Fiorentina cerca nuove ambizioni

Il panorama viola ha subito una trasformazione radicale in appena un anno. Sembra lontano nel tempo, ma dodici mesi fa la Fiorentina era in attesa di conoscere l’avversario per il suo quarto turno preliminare di Conference League: il Polissya, squadra ucraina di Žytomyr, che aveva superato il Paks nel doppio confronto. La gara d’andata si sarebbe svolta in Slovacchia, a causa dell’impossibilità di giocare in Ucraina per via della guerra, mentre il ritorno si sarebbe tenuto al Mapei Stadium di Reggio Emilia, con poco più di 5 mila spettatori. La squadra era guidata da Pioli e Pradè, e partecipava alle competizioni europee. La storia successiva ha visto l’eliminazione ai quarti di finale per mano del Crystal Palace.

Un anno dopo, un nuovo entusiasmo

Oggi, a distanza di un anno, la Fiorentina ha ripreso il suo cammino ufficiale con il supporto di oltre 16 mila tifosi. Questo incremento di partecipazione è evidente anche se confrontato con la Conference League di due anni fa, quando per la partita contro la Puskás Akadémia del 22 agosto 2024 furono venduti 12 mila biglietti. Questo cambiamento è attribuibile a un mercato ambizioso e al lavoro del presidente Commisso e del ds Paratici, che sono riusciti a riaccendere l’entusiasmo e la voglia di partecipare alla prima gara della nuova gestione di Fabio Grosso. Senza più il vincolo della Conference League, le aspirazioni di raggiungere traguardi più elevati si sono rafforzate. Paradossalmente, la competizione europea meno prestigiosa aveva limitato il potenziale del progetto viola, creando una finta zona di comfort: la mancata vittoria del trofeo riportava la società al punto di partenza, senza un significativo salto di qualità in campionato. Le due finali consecutive, seguite da una semifinale e un quarto di finale, hanno fruttato 60 partite europee e circa 65 milioni di euro in premi UEFA. Questa cifra è inferiore a quanto l’Atalanta ha guadagnato solo per la Champions League 2025-26. Il Bologna, fermatosi ai quarti di Europa League, ha incassato 22 milioni, quasi il doppio dei viola nell’ultima partecipazione europea. Sebbene i 16 milioni annui medi abbiano contribuito tra il 12% e il 14% dei ricavi stagionali, la stagnazione della Fiorentina ha avuto conseguenze più ampie, seppur non quantificabili.

Guardando avanti verso palcoscenici più prestigiosi

Attualmente, la Conference League prosegue senza la Fiorentina e si prepara a definire, tra il 20 e il 27 agosto, le 36 squadre che parteciperanno alla fase a gironi della stagione 2026-27. L’Italia sarà rappresentata nei playoff dall’Atalanta, che affronterà l’Hapoel Tel Aviv. Nel tabellone saranno presenti anche altre squadre provenienti dai top-5 campionati europei: il Brighton giocherà contro il Tromso, il Friburgo contro il Motherwell, il Getafe contro il Partizan e il Monaco contro il Gornik Zabrze. Non mancano le storie più romantiche di questa competizione, con squadre come Inter Escaldes (Andorra), Ki Klaksvik (Isole Far Oer) e Lincoln Red Imps (Gibilterra) a soli 180 minuti dalla fase a gironi. Firenze osserverà questo affascinante scenario da spettatrice, con il rammarico per il passato ma con un rinnovato desiderio di rilanciarsi verso un’Europa più prestigiosa, sia tecnicamente che economicamente. La Fiorentina attuale sembra possedere le risorse per tentare questa impresa.

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